Visite agli articoli
7420295

Abbiamo 418 visitatori e nessun utente online

Benvenuti nel sito di Linklav. Ultime notizie sul mondo del lavoro

Pensioni, la rassegna stampa del 30.06.2018

fico

 

Pensioni, Salvini: "Smonteremo la Fornero. La Bce se ne faccia una ragione"

Matteo Salvini ribadisce la linea sulle pensioni: "Addio Fornero partendo da quota 100". Poi rilancia la cancellazione delle accise e la pace fiscale

"Se ne faranno una ragione". Matteo Salvini non usa mezzi termini e rispedisce al mittente le "preoccupazioni" della Bce sulla riforma della legge Fornero che il governo giallo-verde ha nel cassetto (e nel programma elettorale).

"La BCE dice che rischiamo a toccare la Legge Fornero? - ha detto Salvini a Radio Capital - Lo dicono tutti da anni... se ne faranno una ragione. La smonteremo ripartendo da quota 100".

I progetti di Salvini e Di Maio dunque non cambiano. Almeno non per ora. Mentre il ministro dell'Interno era impegnato a bloccare le navi Ong nel Mediterraneo e quello del lavoro a pensare al decreto Dignità, la Banca Centrale Europea è entrata a gamba tesa nel dibattito politico italiano sul tema pensioni. "Il rovesciamento delle riforme attuate - ha fatto sapere ieri la banca centrale - può costituire un rischio. Il rischio che si compiano passi indietro rispetto alle riforme pensionistiche precedentemente adottate sembra elevato". Insomma, per la Bce "è necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di stabilità e di crescita, in particolare, per i paesi con alti livelli di debito sono indispensabili ulteriori sforzi di consolidamento per condurre stabilmente il rapporto fra debito pubblico e Pil su un percorso discendente". Ma Salvini non ci sta. E messo di fronte alle puntualizzazioni della squadra di Draghi, ribatte che "lo dicono tutti da anni di non toccarla, Confindustria, Bce, Istat, lo abbiamo messo in programma e lo faremo, se ne faranno una ragione, la smonteremo ripartendo da quota 100".

 

AFFARI ITALIANI -   PENSIONI: Quota 100, Quota 41, APE SOCIAL: le novità. RIFORMA PENSIONI NEWS

PENSIONI: QUOTA 100, QUOTA 41, APE SOCIALE, OPZIONE DONNA E TUTTE LE NEWS. RIFORMA PENSIONI NOTIZIE

PENSIONI: Quota 100, Quota 41, Opzione donna: primi dettagli - RIFORMA PENSIONI IN DUE FASI

Riforma pensioni in due fasi: nel 2019 partirà la quota 100, con tempi più lunghi per la pensione anticipata con 41 anni di contributi. Salvini e Di Maio sembrano decisi inserire la quota 100 in Legge di Bilancio, con la formula pensione anticipata a 64 anni con 36 di contributi. Se tutto filasse liscio il primo gennaio 2019 si potrebbe partire.

PENSIONI, Quota 100 subito. Ma quanti dubbi. RIFORMA PENSIONI NEWS

Attenzione. Quota 100 penalizza alcune categorie di lavoratori. Ossia chi ha almeno 18 anni di contributi versati prima del 1996, con attuale diritto al calcolo retributivo fino al 2012,  Roberto Ghiselli, segretario Cgil Marche, al sito delle piccole-medie imprese pmi.it, ha recentemente spiegato: “Il paletto dei 64 anni d’età e dei 36 anni di contributi di fatto penalizza tantissime persone, perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. E ancora: quota 100 dal 2019 sarà un’opzione per chi vuole andare in pensione oppure sostituirà le attuali regole per la pensione anticipata? Quota 100 sarà compatibile con il cumulo gratuito dei contributi? Ossia: se si potrà raggiungere sommando versamenti in gestioni diverse? Dubbi che il governo Lega-M5S deve chiarire.

Pensioni, Quota 41 slitta. Riforma pensioni news

Quota 41: la pensione anticipata con 41 anni di contributi, altro punto forte del governo M5S-Lega nell'abbattimento della riforma Fornero,  potrebbe essere rinviata sul medio-periodo essendo misura che riguarda una platea di lavoratori piuttosto ampia e dunque va modulata e finanziata in modo attento.

Pensioni, Opzione Donna rinnovata. Ma.. RIFORMA PENSIONI NEWS

Opzione donna, come quota 100, potrebbe entrare nella prossima Legge di Bilancio. Dunque l'ipotesi è che venga riformata, ma va capito come verrà modulata nella riforma delle pensioni. Possibile la proroga al dicembre 2018 per maturare i 57 di età (58 anni per le autonome) e i 35 anni di contributi necessari. O cambiando i requisiti di accesso.

Pensioni, APE Sociale verso l'addio. Riforma pensioni news

In tema di pensioni invece è a rischio (fortemente) l'APE SOCIALE attualmente prevista fino al 31 dicembre 2018 in via sperimentale. L'idea è che quota 100 e quota 41 siano strumenti pensionistici destinate a sostituire l’APE SOCIAL.

PENSIONI: DI MAIO, DOPO I VITALIZI TOCCHERA' A QUELLE D'ORO  - RIFORMA PENSIONI NEWS

"Dopo i vitalizi inizieremo con le pensioni d'oro, quelle oltre i 4-5 mila euro netti al mese. Chi ha delle pensioni che raggiungono anche fino a 25 mila euro al mese non potranno più averle. Avranno una pensione per i contributi che hanno versato. E' una cosa sacrosanta". Così ieri il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio in una diretta diffusa sul suo profilo Facebook al termine del Cdm. "C'e' chi dice che siamo usciti dalla crisi. Ma quando in Italia si conta 5 milioni di persone in povertà assoluta mi sembra che sia azzardato parlare di un'uscita dalla crisi", sottolinea ancora Di Maio. "Le istituzioni -sottolinea- devono dare l'esempio tagliando quello che non serve. L'epoca dei privilegi è finita".

Pensioni minime più alte: Di Maio conferma la sua ricetta - Riforma pensioni news

"Oggi arriva la delibera per tagliare i vitalizi l'abbiamo portata in tre settimane, e finito questo passeremo alle pensioni d'oro. Iniziamo ad implementare le pensioni minime e tagliando le pensioni d'oro". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio durante il question time alla Camera. In sostanza conferma quanto detto nei giorni scorsi: pensioni minime più alte e pensioni d'oro sforbiciate.

Pensioni: QUOTA 100 E QUOTA 41 STOP: CGIL ALL'ATTACCO - Riforma pensioni news

Pensioni, ultime notizie: la Cgil contro la riforma pensionistica del governo Lega-M5S. Quota 100 e quota 41 così come sono non piacciono. “Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, Luigi Di Maio, parla di quota 100 e quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono", ha spiegato il segretario Roberto Ghiselli a RadioArticolo1. Ma andiamo nel dettaglio perchè - alla luce di questa posizione critica dei sindacati - si preannunciano settimane molto calde e di scontro in tema di riforma pensioni.

Pensioni: QUOTA 100 E QUOTA 41: "ECCO CHI PENALIZZANO" Riforma pensioni news

Riforma pensioni, QUOTA 100 E QUOTA 41: si farà, ma non mancano le polemiche. Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ai microfoni di Italia Parla, la rubrica quotidiana di Radio Articolo 1, analizzando le proposte del governo Lega-M5S in tema di pensioni quota 100 e quota 41, spiega:  ​“Il ministro del Lavoro e dello sviluppo, Luigi Di Maio, parla di quota 100 e quota 41: il problema è che per funzionare quei numeri devono essere accompagnati da una serie di condizioni che attualmente non ci sono. Al contrario, esiste il paletto dei 64 anni d’età e dei 36 anni di contributi, che di fatto penalizza tantissime persone, perché presuppone il ricalcolo contributivo di tutto il montante e una carriera lavorativa molto costante, introducendo livelli che pochissimi lavoratori possono raggiungere”. Sull'Ape sociale, che il Governo Lega-M5S vuole abolire: “Penso a disoccupati, cassaintegrati, invalidi, a chi fa lavori gravosi, a chi assiste persone non autosufficienti, tutte categorie che addirittura andranno peggio di prima, perché l’Ape sociale – strumento di cui non siamo particolarmente entusiasti -, comunque garantiva a una certa platea l’uscita a 63 anni”. La proposta sulle pensioni così come annunciata, secondo Ghiselli, avvantaggia maschi del Nord, penalizzando donne e giovani del Sud. In altre parole penalizza chi ha carriere più discontinue  e premia chi ha una carriera lavorativa più continua e di un certo livello. Ghiselli parla anche dei lavoratori precoci e alle loro richieste in tema di pensioni: “Penso che un lavoratore, così come una lavoratrice, dopo 41 anni di contributi debba avere la possibilità, senza altri vincoli, di andare in pensione”. E ancora:  “Il sistema contributivo va corretto, tenendo conto di altri elementi, altre esigenze di carattere sociale, come ad esempio chi ha carriere discontinue, che poi sono la maggioranza dei giovani. Costoro devono avere un riconoscimento previdenziale che gli consenta di arrivare a una pensione dignitosa. In tale contesto, anche la specificità del lavoro di cura delle donne va premiata”. Poi in sintesi rilancia la possibilità di scegliere di andare in pensione dai 62 anni in base alle proprie esigenze: “Il cardine di una riforma previdenziale debba essere la flessibilità in uscita, riprendendo lo spirito della riforma Dini, secondo la quale da una certa età in poi è il lavoratore che, dopo i 62 anni, sceglie come uscire in base alle sue condizioni lavorative, familiari, di salute”.

PENSIONI, Salvini: "Riforma Fornero smontata entro l'anno". Riforma pensioni news

Riforma pensioni: Matteo Salvini ha annunciato che entro la fine dell'anno «la riforma Fornero sarà smontata». La quota 100 sarà il punto di ripartenza. «Il ministro dell'Economia fa il suo mestiere - ha detto Salvini ad Agorò su Rai 3 -. Noi vedremo, rispettando le regole, di cercare di ottenere più spazio in Europa per fare quello che abbiamo promesso in campagna elettorale». Non servirà una vera riforma del sistema pensionistico. Basterà, secondo Salvini, inserire lo smantellamento della Fornero nella legge di Bilancio. E dal 2019 ci sarà un sistema pensionistico dove varrà principalmente il principio matematico della quota 100 con un minimo di 42 anni di contributi versati.

Pensioni: quota 100 e Ape Social? ECCO CHI CI PERDE Riforma pensioni news

Quota 100 pensioni: l’ipotesi a cui si sta lavorando prevede una quota 100 con almeno 64 anni d’età e conseguentemente almeno 36 anni di contributi. “Se fosse vero – spiega Cesare Damiano del Pd – che parte da 64 anni di età, questa scelta rappresenterebbe una penalizzazione per chi svolge attività gravose perché questi lavoratori possono andare in pensione a 63 anni con Quota 99 (63 più 36 di contributi). Non solo, per chi è disoccupato o ha un familiare disabile a carico, i contributi scendono a 30 anni (Quota 93). Per le donne, poi, c’è uno sconto ulteriore di un anno per ogni figlio (massimo 2 anni), che porta i contributi necessari a 28 anni (Quota 91). Inoltre, non bisogna dimenticare sempre per queste 15 categorie di lavoratori, che svolgono attività gravose, c’è anche il blocco dell’aggancio dell’età della pensione all’aspettativa di vita. Eliminare l’Ape sociale sarebbe, dunque, molto dannoso per una vasta platea di lavoratori. Si tratterebbe, al contrario, di renderla strutturale“. Seguendo questo ragionamento ecco chi ci perderebbe: chi svolge lavori gravosi, disoccupati, chi ha un familiare disabile a carico, le donne. Su Ape social e 41 di contributi l’ipotesi su starebbe lavorando il governo Conte prevede il superamento dell’Ape social e della pensione con 41 di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Governo, PENSIONI TAGLIATE: SARANNO 30MILA. ECCO QUALI. Riforma pensioni news

Il 5 per cento delle pensioni (30mila pensionati) verranno sforbiciate. Con un risparmio per lo Stato da 115 milioni di euro. I tagli riguarderebbero gli assegni pensionistici che superano i 5mila euro netti mensili. L'assegno verrebbe ricalcolato con il sistema contributivo. Qualche esempio: su un assegno di 5.840 euro netti ci sarebbe um taglio di 285 euro netti al mese con perdita di 3.700 euro in dodici mesi. Con assegno da 5.573 euro netti taglio di 284 euro. Su assegno pensionistico da 6.892 euro il taglio sarebbe di 356 euro. C'è però una possibile compensazione legata alla Flat Tax che potrebbe vertere su due aliquote: 15 e 20 per cento contro il 38 per cento dell'aliquota media prevista ora. Taglio di pensione e compensazione con l'aliquota della flat tax dunque. Il premier Conte comunque è stato chiaro: "Le cosiddette pensioni d'oro sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati".


 

·Corriere della SeraTaglio dei vitalizi, i 5 Stelle: «Da Casellati una giravolta incredibile».

Fico: «La Camera va avanti da sola»

La presidente del Senato frena: «Perplessità sui diritti acquisiti». M5S: «Uno schiaffo ai cittadini». Fico: «Mantengo ciò che ho promesso». D'accordo la Lega

La presidente del Senato Elisabetta Casellati auspica «soluzioni condivise» sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari, dicendo di avere «qualche perplessità sul fatto di poter incidere sui diritti acquisiti». Il taglio dei vitalizi «significa incidere sullo status di persone che magari oggi possono avere anche un'età rilevante - sostiene da Washington, dov'è in visita - e che si trovano improvvisamente ad avere uno stipendio magari inferiore al reddito di cittadinanza». Immediate le repliche del Movimento 5 Stelle, che dell'abbattimento di quelli che sono considerati i "privilegi" dei parlamentari ha fatto uno storico cavallo di battaglia elettorale. «Una giravolta che ha dell'incredibile» attacca il senatore Nicola Morra, assicurando che il M5S «non farà sconti». «Quando il presidente della Camera ha comunicato che avrebbe agito con celerità, Palazzo Madama face sapere in tempi fulminei che avrebbe fatto la sua parte - spiega Morra -. Ma quando dagli annunci si è passati ai fatti, da Casellati si sono levati appelli alla prudenza, invocando addirittura il principio della condivisione». Chiamato direttamente in causa dai suoi, irrompe nella querelle il presidente della Camera in persona. Con Casellati «non c'è nessuno scontro istituzionale, sa che avremmo proceduto con la delibera - assicura Roberto Fico -. Io faccio quello che avevo promesso, proseguo su questa strada: se il Senato non dovesse approvare la delibera la Camera ha l'autonomia per andare avanti da sola».

Fico: «Mantengo la parola»

«I vitalizi non sono diritti acquisiti ma privilegi rubati» ha twittato subito dopo il leader, Luigi Di Maio. Il tema, secondo Casellati, «deve essere ripreso anche al Senato perché sarebbe stravagante che la Camera operasse in un modo e che la stessa situazione non si verificasse nell'altro ramo del parlamento» commenta, annunciando al suo rientro dagli Usa «uno scambio di opinioni con il presidente Fico» per trovare la quadra. Un briefing non indispensabile però, come sembra di capire, per Fico: «Nessuna polemica, anche il presidente del Senato sapeva che avremmo proceduto con questa delibera» sostiene, arrivando all'hotel Forum di Roma per incontrare Beppe Grillo: «Faccio quello che avevo promesso - aggiunge - e continuerò su questa strada, senza alcun problema o paura». E « non mi avvarrò dell'immunità parlamentare» davanti ad eventuali ricorsi, ribadisce poi su Facebook, ergendosi ad esempio verso il resto della classe politica: «Ho totalmente rinunciato all'indennità aggiuntiva, pari a 280mila euro, come da presidente della commissione di vigilanza Rai ho rinunciato a 130mila euro. Tutto questo dimezzandomi lo stipendio da deputato». Argomenti che non hanno avuto molta presa sugli ex deputati, che starebbero studiando una sorta di "class action" nei confronti di ogni singolo componente dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio.

M5S: «Schiaffo ai cittadini»

«Uno schiaffo in faccia ai tanti cittadini che in questi anni più volte hanno visto mettere mano ai propri trattamenti pensionistici» tuona la senatrice pentastellata Laura Bottici, bocciando le dichiarazioni di Casellati come «figlie di una politica che guarda al passato». «In un Paese che fa segnare il record di poveri c'è ancora chi parla di diritti acquisiti dei politici - afferma - Un fatto incredibile quando proprio la Camera che presiede paga ricchi vitalizi anche a chi nel Palazzo non ha nemmeno mai messo piede». D'accordo la Lega: «La revisione dei vitalizi dei parlamentari è un atto di buon senso e di rispetto nei confronti degli italiani - spiega il Carroccio -. Oltre infatti al minimo garantito di 980 euro netti, gli ex parlamentari riceveranno comunque la loro normale pensione. Ci sembra corretto, quindi, che il calcolo sui vitalizi venga effettuato sulla base di quanto versato». Dall'applicazione del sistema contributivo gli ex deputati è atteso, secondo i calcoli di Inps e Istat, un risparmio di circa 40 milioni l'anno su un totale di 1.405 vitalizi erogati: una cifra più che altro simbolica, da dare in pasto alla fame "giustizia sociale", ma che non rappresenta certo l'invocata scure sulle spese dello Stato.

Forza Italia: «Polemica pretestuosa»

L'opposizione irrompe nella querelle con il forzista Giacomo Caliendo, che avanza «rilevanti dubbi di costituzionalità» sulla questione vitalizi, in particolare per quanton riguarda la retroattività della misura, considerata «irragionevole e per di più non sostenuta da ragioni imperative». Il capogruppo in Commissione Giustizia di Palazzo Madama trova pertanto «pretestuosa e strumentale la polemica» verso Casellati. Che raccoglie la «solidarietà» anche dell'azzurro Francesco Giro: «Inaccettabili le critiche scomposte, e in taluni casi persino intimidatorie, rivolte alla seconda carica dello Stato, colpevole solo di aver espresso il proprio pensiero». Anche il Pd vede nel provvedimento una mossa propagandistica, avocando a se il merito di aver tracciato la strada verso la riduzione degli sprechi, con la rideterminazione dei coefficienti pensionistici di tutti i parlamentari in carica approvata nel 2011. I gruppi potranno presentare emendamenti entro il 5 luglio: saranno discussi e votati nella riunione che si svolgerà nella settimana successiva.