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Contratto vigilanza privata e servizi fiduciari, negoziato di rinnovo in stallo.

 

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CONTRATTO VIGILANZA PRIVATA E SERVIZI FIDUCIARI, NEGOZIATO DI RINNOVO IN STALLO.

DELL’OREFICE: «URGENTE RIDARE ALLA CATEGORIA ED AL SETTORE UN RIFERIMENTO CONTRATTUALE SALDO»

Roma, 8 giugno 2018 – Prosegue il confronto tra i sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs e le associazioni imprenditoriali della vigilanza privata e dei sevizi fiduciari per il rinnovo del contratto nazionale per 70mila addetti del settore scaduto dal 31 dicembre 2015. La Fisascat Cisl ha espresso la propria preoccupazione per il progressivo deteriorarsi delle condizioni generali del contesto delle relazioni sindacali univocamente provati da due aspetti così sintetizzabili: - qualche associazione presente al tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL si é chiamata fuori dalle trattative per la sottoscrizione di importanti e significativi contratti integrativi territoriali; - sempre talune associazioni firmatarie del contratto nazionale fanno della "presunta disponibilità" a rinnovare il CCNL di altri soggetti associativi del versante datoriale della vigilanza privata e dei servizi fiduciari un uso strumentale, evidentemente per lucrare qualche associato in più. «Lo stallo negoziale è ancor più preoccupante se si pensa che, nelle more del rinnovo di un contratto nazionale scaduto ormai da quasi due anni e mezzo, molti operatori del settore, per far fronte a delle situazioni di crisi aziendale, non stiano esitando ad imbarcare sedicenti sindacati autonomi nella sottoscrizione di intese in deroga dalla dubbia fondatezza in punto di diritto e dall'altrettanto dubbia tenuta in termini politici» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell’Orefice. «La Fisascat Cisl – ha aggiunto il sindacalista - ha ribadito la disponibilità a proseguire un confronto di merito finalizzato sui temi del mercato del lavoro e della flessibilità organizzativa negoziata convinta sia imprescindibile ridare alla categoria ed al settore un riferimento contrattuale collettivo saldo ed in grado di ricondurre a poche ed essenziali regole un mondo che, altrimenti, rischierebbe ulteriormente di frantumarsi e di rincorrere le più evanescenti e contraddittorie formule regolatorie capaci solo di devastare col dumping più sfrenato un comparto già di suo complicato». «La nostra ferma volontà – ha concluso il sindacalista - resta quella di dare alla categoria un contratto nazionale che sia anche saldamente ancorato ad una comune e condivisa visione sia del settore che dei servizi offerti al mercato, al fine di poter ridisegnare schemi organizzativi, di tutele e di garanzie adeguati ed al passo con le esigenze di innovazione che sempre più connoteranno la domanda di sicurezza». Le parti torneranno ad incontrarsi in sede tecnica per riprendere il confronto sul tema del mercato del lavoro il prossimo 4 luglio 2018; si è, inoltre, stabilito di fissare per il successivo 19 luglio un'ulteriore occasione di confronto.