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Almaviva, proroga di due mesi, fino alla fine di luglio e lo stop alla procedura di conferimento del ramo d'azienda a un New co

 

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16.05.2018 - Proroga di due mesi, fino alla fine di luglio e lo stop alla procedura di conferimento del ramo d'azienda a un New co di attività e personale. E’ quanto è stato stabilito per Almaviva al termine dell'incontro nella sede dell'assessorato siciliano alle Attività produttive di oggi a Palermo sulla vertenza del colosso dei call center. Al tavolo hanno partecipato l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano e l’assessore regionale al Lavoro Mariella Ippolito, l’assessore comunale al Lavoro Giovanna Marano e i rappresentanti sindacali di Cgil,Cisl, Uil e Ugl.  La vertenza avanzata dalla Regione è stata messa nero su bianco da Almaviva Contact e dai sindacati, ad eccezione della Slc Cgil.

L'accordo prevede l'attuazione delle misure di efficienza e produttiva indicate da un precedente accordo siglato con le organizzazioni sindacali e la convocazione di un tavolo con le aziende committenti su tariffe e volumi d'affari.
“Servono soluzioni concrete e immediate per i lavoratori Almaviva. Il 12 giugno scadrà la cassa integrazione e guadagni dei lavoratori palermitani. Oggi si parla di almeno 700 esuberi a Palermo- ha spiegato Emiliano Cammarata delle Rsu Slc Cgil – Noi vogliamo che al più preso l’azienda  faccia formazione per la riconversione del personale. Vogliamo che si guardi al futuro per i lavoratori dei call center, che posso essere impiegati pubblica amministrazione nella prospettiva della digitalizzazione di tutti i servizi al cittadino. Per questo non abbiamo firmato l’accordo che continua a far agonizzare i lavoratori per altri due mesi”.

I vertici dell’assessorato regionale alle Attività produttive hanno lamentato una scadenza troppo ravvicinata una risoluzione dei problemi dei lavoratori. Per questo i rappresentati dei tre sindacati hanno puntato sulla proroga di due mesi in attesa che la Regione trovi nuove soluzioni. “I Committenti Tim, Wind, Sky Trenitalia e Alitalia non si sono presentati all’incontro. Gli assessori hanno ascoltato l’azienda e le sue necessità – ha spiegato Giovanni Gorgone della Fistel Cisl- I lavoratori per ora noi abbiamo rinunciato al Tfr per un anno, quattro scatti meno di anzianità e la cassa integrazione fino al 12 giugno. L’azienda Almaviv, dal canto suo, ha rinunciato a fare un nuovo ramo d’azienda e in questo periodo di tempo  l’assessorato regionale  alle Attività produttive lavorerà per trovare delle soluzioni  capire come si possono aiutare i lavoratori di Almaviva. L’azienda ha stoppato tutto in attesa che la Regione convochi i committenti e si trovino nuove risoluzioni. Non vogliano soluzioni tampone, vogliamo che si risolva la situazione a lungo termine per i lavoratori Almaviva”.

Il segretario della UilCom Sicilia, Giuseppe Tumminia, ha precisato: “A poche settimane dalla scadenza dell’accordo siglato lo scorso anno, l’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, ha proposto alle parti una proroga sino al 31 luglio. L’obiettivo è trovare soluzioni positive soprattutto con i committenti che oggi non erano presenti”.

Intanto l’assessora  comunale al Lavoro Giovanna Marano ha preso atto dell’impregno dei vertici della Regione nei confronti dei lavoratori Almaviva: “Per parte nostra, l'Amministrazione comunale continuerà a seguire la vicenda che resta comunque, per dimensioni aziendali ed impatto economico, una vertenza nazionale che non riguarda certamente solo la città di Palermo. Il tavolo che verrà insediato dal Governo regionale nelle prossime settimane ha il tempo necessario per ripristinare ed ottenere molte delle condizioni di consolidamento e di prospettiva per il gruppo Almaviva a Palermo".

Almaviva, Slc Cgil non firma l’accordo. Intervengono Maurizio Rosso ed Enzo Campo

Almaviva, l’Slc Cgil non firma l’accordo siglato oggi al tavolo con la Regione siciliana, il Comune di Palermo, Almaviva e le organizzazioni sindacali per affrontare le problematiche che investono la sede di Palermo del call center.
Sulla decisione di esprime ferma contrarietà alla proroga di due mesi del costo del lavoro intervengono i segretari generali di Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso e di Cgil Palermo Enzo Campo. “Il prolungamento di due mesi del taglio del Tfr dei 4 scatti di anzianità ritenendo che questo strumento – dichiarano Rosso e Campo – riteniamo sia una misura inefficace per la risoluzione dei problemi dell’azienda. Gli strumenti utili al radicamento sul territorio di Almaviva e al consolidamento del lavoro devono passare per piani industriali concreti e attraverso investimenti mirati sulla qualità e sulla formazione professionale degli operatori”.
Slc e Cgil Palermo manifestano tutto il rammarico per la decisione proposta dall’assessore regionale alle Attività Produttive e accolta da Almaviva, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl di applicare ulteriori due mesi di taglio di salario per i lavoratori, a fronte di un impegno su tre tavoli tecnici anche con la presenza dei committenti.
“Noi non torniamo indietro sull’accordo trienale sottoscritto nel maggio 2017 – aggiungono Rosso e Campo – che dopo un primo anno di sacrifici per i lavoratori (dal valore economico di circa 4 milioni di Euro) vedeva un piano di sviluppo ed investimenti per i successivi due anni. Il settore dei Call Center, che a Palermo vede la presenza dei più grandi players, sta vivendo una trasformazione radicale che può essere affrontata solo se si assumono decisioni di investimenti, sviluppo e formazione”.
Da qui la forte richiesta di Slc Cgil e Cgil Palermo di un impegno della Regione, del Comune e del governo per trovare risorse e formulare piani industriali che creino le condizioni per un rilancio. “Perché i lavoratori di Almaviva Palermo dovrebbero pagare di tasca loro i tempi tecnici della costituzione di un tavolo con i committenti? Tutto ciò appare inutile – continuano i due segretari – fuori da ogni logica industriale e penalizzante per i lavoratori che pagano di fatto l’incapacità di riorganizzare uno sviluppo industriale vero. Ci appare palese oggi che la paventata cessione del ramo d’azienda fosse un pretesto per un ulteriore richiesta di taglio del costo del lavoro: ancora una volta la strategia del terrore per imporre logiche al ribasso”.
Di fatto, i lavoratori dei call center sono ormai l’anello debole della nuova occupazione. “Continuare a risanare le aziende con i soldi dei lavoratori porta soltanto ad un percorso di involuzione e depauperamento – concludono Rosso e Campo – Pertanto chiediamo che le istituzioni politiche diano un segnale forte per creare occupazione qualificata e sviluppo sul territorio”.