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Congedo straordinario retribuito, approfondimenti

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In questa scheda si affronta la questione circa la possibilità di fruire del congedo oggetto in costanza di attività lavorativa da parte della persona con disabilità assistita e del familiare che presta assistenza.

6 maggio 2018

Il congedo straordinario retribuito della durata di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa introdotto dall’art. 42 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n.151 è fruibile dal lavoratore dipendente (coniuge convivente e i componenti dell’unione civile equiparati al coniuge o, in subordine genitori anche adottivi, o figli conviventi o fratelli conviventi, o per il parente o affine convivente entro il terzo grado) per assistere il familiare portatore di handicap grave.
In questa scheda si affronta la questione circa la possibilità di fruire del congedo oggetto in costanza di attività lavorativa da parte della persona con disabilità assistita e del familiare che presta assistenza.

Il rapporto di lavoro della persona con disabilità
La circolare inpdap 22 del 28 dicembre 2011, al punto 4,  si esprime chiaramente in merito: “il congedo può essere richiesto anche nel caso in cui l’assistenza sia rivolta ad un familiare disabile che svolga, nel periodo di godimento del congedo, attività lavorativa”.
Nella circolare si riprende un concetto essenziale espresso nell’interpello 30 del 6 luglio 2010 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che in merito alla configurabilità del congedo durante lo svolgimento di attività lavorativa da parte del disabile dice: “non sembra conforme allo spirito della normativa porre, a priori, un limite alla fruizione del congedo da parte di colui che assiste il familiare disabile. Tale prassi risulterebbe peraltro in contrasto con i principi formulati dalla L. n. 104/1992 che mira invece a promuovere la piena integrazione del disabile nel mondo del lavoro..” e prosegue “l’assistenza si può sostanziare in attività collaterali ed ausiliarie rispetto al concreto svolgimento dell’attività lavorativa da parte del disabile, quali l’accompagnamento da e verso il luogo di lavoro, ovvero attività di assistenza che non necessariamente richiede la presenza del disabile, ma che risulta di supporto per il medesimo.. Si ritiene pertanto, alla luce dell’attuale normativa, che il diritto alla fruizione del congedo de quo da parte del familiare non può essere escluso, a priori, nei casi in cui il disabile svolga, per il medesimo periodo, attività lavorativa”.

COME ERA IN PRECEDENZA
La questione, era stata affrontata in passato con diverse circolari che, al contrario, escludevano tale possibilità.
Solo per memoria ricordiamo che al punto 3 della circolare inps 64 del 15 marzo 2001, l’istituto scriveva: “Lo spirito e le finalità della legge, invece, escludono che il beneficio in argomento sia concedibile se la persona handicappata da assistere presti, a sua volta, attività lavorativa nel periodo di godimento del congedo da parte degli aventi diritto”.
Anche l’inpdap aveva dato originariamente indicazioni in tal senso, nella circolare 31 del 12 Maggio 2004 si leggeva “a condizione che questi ultimi non siano ricoverati a tempo pieno presso istituti specializzati e non prestino attività lavorativa”.
Al momento non ci risultano circolari inps che riportino le nuove indicazioni sostenute sia dal Ministero del Lavoro con l’interpello 30/2010, sia dall’inpdap con la circolare 22/2011 sopra citata.
 
Il rapporto di lavoro del richiedente che assiste
Il congedo non può essere richiesto nei periodi di sospensione totale dell’attività lavorativa, va infatti rilevato che con la sospensione totale del rapporto di lavoro, come per esempio nel part-time verticale durante le pause contrattuali ovvero nelle giornate in cui non è prevista attività lavorativa, oppure nel caso di cassa integrazione a zero ore, il richiedente ha già la possibilità di prestare assistenza al familiare con disabilità, proprio perché non impegnato in attività lavorativa. Durante il periodo di fruizione del beneficio, il familiare richiedente “conserva il posto di lavoro … e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa” (art. 4 c 2 legge n. 53/2000).
Pertanto, durante i periodi di fruizione del congedo straordinario, il familiare richiedente il beneficio, deve essere titolare di un rapporto lavorativo ma non può concretamente svolgere nessuna attività proprio perché impegnato ad adempiere alle funzioni di cura ed assistenza del disabile grave.
Sul congedo straordinario in corso di CIG (cassa integrazione guadagni) e sulla misura dell’indennità nei casi di sospensione totale o parziale, o riduzione dell’attività lavorativa si veda il Messaggio INPS 27168 del 25 Novembre 2009 e l’interpello 70 del 12 ottobre 2009.

Normativa di riferimento

  • Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 - "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53";
  • Circolare INPS del 15.3.2001 n. 64 - “Legge 23.12.2000, n. 388, all’art.80, comma 2. Congedi per gravi e documentati motivi familiari. Indennizzabilità fino a due anni delle relative assenze ai genitori o, in caso di loro decesso, ai fratelli o sorelle conviventi di soggetti handicappati in situazione di gravità. Istruzioni contabili. Variazioni al piano dei conti”;
  • Circolare INPDAP 12 maggio 2004, n. 31 - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica - Direzione Centrale delle Entrate, Ufficio II - "Legge 24.12.2003 n. 350, art. 3, comma 106. Congedo per l'assistenza ai disabili."
  • Interpello  6 luglio 2010, n. 30 - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione generale per l’attività ispettiva - “Art. 9, D.Lgs n. 124/2004 – congedo straordinario per familiari con handicap grave ex art. 42, comma 5, D.Lgs n. 151/2001 – attività lavorativa svolta dal disabile – configurabilità del congedo.
  • Circolare INPS 3 dicembre 2010, n. 155 - Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito - Coordinamento Generale Medico legaleLegge n. 183 del 4 novembre 2010, art. 24. Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l’assistenza a portatori di handicap in situazione di gravità”.
  • Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n. 119 - "Attuazione dell'articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi."
  • Circolare INPDAP 28 dicembre 2011, n. 22 – “Art. 42, commi da 5 a 5–quinquies, del decreto legislativo 151/2001 – Retribuzione e copertura contributiva per periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di portatori di handicap. Chiarimenti”.
  • Circolare Dipartimento Funzione Pubblica 3 febbraio 2012, n. 1 – “Modifiche alla disciplina in materia di permessi e congedi per l'assistenza alle persone con disabilità - d.lgs. 18 luglio 2011, n.119”
  • Circolare INPS 6 Marzo 2012, n. 32 – “Decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011. “Attuazione dell’articolo 23 della legge 4 novembre 2010, n. 183, recante delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e permessi”. Modifica alla disciplina  in materia di congedi e permessi per l’assistenza a disabili in situazione di gravità.
SuperAbile Articolo  di Giorgia Di Cristofaro