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Esodati 2010: proroga 2018

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Esodati 2010: proroga 2018

Finanziato il sostegno al reddito 2018 per gli esodati 2010 che avevano firmato accordi prima della legge sulle finestre mobili: decreto di tutela in GU.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 aprile il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 100930 del 15 febbraio 2018, con il quale, ai sensi dell'articolo 12, comma 5 bis, del Decreto Legge n. 78/2010, viene concesso il prolungamento degli interventi di sostegno del reddito relativo all'anno 2018 per gli ultimi lavoratori "esodati". Ovvero coloro che, nel 2010, avevano siglato accordi per l'uscita dal mondo del lavoro ed erano rimasti senza reddito e senza pensione, a causa dell'introduzione delle cosiddette "finestre mobili" di transizione fra la maturazione del diritto alla pensione e l'effettiva riscossione dell'assegno pensionistico.

All'articolo 2 del decreto si legge che l'Inps è autorizzato, nel limite di spesa di € 25.000,00  ad erogare il prolungamento dell'intervento di tutela del reddito ai lavoratori indicati dal provvedimento. L'intervento è rivolto ai lavoratori collocati in mobilità, in mobilità lunga (ai sensi della Legge n. 223/1991, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di  mobilità), e ai lavoratori che, al 31 Maggio 2010, risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore per effetto della Legge n. 662/1996. Per l'accesso al beneficio il DM ribadisce che i lavoratori devono presentare domanda per il pensionamento sulla base delle disposizioni in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima dell'entrata in vigore del DL 78/2010.

Il prolungamento dell'intervento di tutela del reddito non potrà avere, però, una durata superiore al  periodo intercorrente tra la data computata, con riferimento alle disposizioni in materia, di decorrenza dei trattamenti pensionistici vigenti prima della data di entrata in vigore del decreto e la data di decorrenza del trattamento pensionistico computata sulla  base di quanto stabilito dal medesimo Decreto n.78 del 2010. La proroga, infine, non comporta l'accredito di contribuzione figurativa.

Il decreto tutela gli ultimi lavoratori che ancora non rientrano nel contingente dei 10mila salvaguardati della Riforma Sacconi. Come gli altri provvedimenti di salvaguardia, il sostegno al reddito per gli esodati 2010 prosegue per un numero di mensilità non superiore al periodo di tempo compreso fra la data del diritto a pensione prevista prima della Riforma Sacconi e quella di decorrenza prevista invece dalla stessa legge. In questo modo questi lavoratori continuano di fatto a percepire gli ammortizzatori sociali fino a quando non prendono effettivamente l’assegno previdenziale. Questi lavoratori devono presentare domanda di pensione all’INPS, sulla base dei requisiti precedenti alla Riforma Sacconi.

Ricordiamo brevemente che i cosiddetti esodati 2010 sono lavoratori che avevano già firmato accordi di uscita dal mondo del lavoro prima dell’entrata in vigore della sopra citata legge 78/2010, rischiando quindi di restare senza reddito per i 12 o 18 mesi previsti dall’applicazione delle finestre mobili. Esempio: un lavoratore dipendente che aveva firmato un accordo fino al raggiungimento della pensione, che in base alle regole pre-Sacconi maturava nel luglio del 2017. Fino alla decorrenza della pensione con le regole precedenti all’applicazione delle finestre mobili, il lavoratore era coperto dalla mobilità o dall’assegno a carico dei fondi di solidarietà in base all’accordo che aveva firmato.