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Formazione, uno stop dagli enti storici: non possiamo firmare l’accordo sui licenziati

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Formazione, uno stop  dagli enti storici: non possiamo firmare l’accordo sui licenziati

Navetta di Forma Sicilia e Papa di Cenfop: «A causa dei criteri di partecipazione previsti dall’avviso pubblicato, gli enti essi sono fortemente preoccupati di non riuscire neanche a garantire gli organici esistenti».

 

Salvatore Fazio

PALERMO

Centinaia di lavoratori siciliani della formazione rischiano di restare senza occupazione: gli enti storici hanno annunciato che oggi non firmeranno l'accordo per riassorbire il personale licenziato e ormai in esubero. Anzi Forma e Cenfop, due delle associazioni più rappresentative degli enti, non si presenteranno affatto all'atteso vertice all'assessorato regionale alla Formazione per siglare l'intesa: sono sul piede di guerra perché ritengono di essere penalizzati dal nuovo sistema che ritengono limiti le loro attività impedendo di raggiungere il budget necessario per coprire le stesse spese per il personale. Ma l'assessore Roberto Lagalla ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di fare passi indietro sulla riforma attuata: oggi il vertice si farà comunque e sarà siglata l'intesa con chi vorrà farlo.

Forma e Cenfop hanno inviato una nota all'assessore in cui spiegano perché oggi diserteranno il vertice. «La situazione in cui gli enti associati si trovano rende ineseguibile qualsiasi forma di accordo, in quanto a causa dei criteri di partecipazione previsti dall’avviso pubblicato, essi sono fortemente preoccupati di non riuscire neanche a garantire gli organici esistenti» si legge nella nota firmata da Giuseppe Navetta di Forma Sicilia e Massimo Papa di Cenfop. «La prospettiva del catalogo - continuano Navetta e Papa - e la mancanza di regole e pratiche che rendano sicuro il futuro della formazione professionale in Sicilia, non ci permettono di assumere impegni». Nella nota si aggiunge: «Nel rispetto dei lavoratori, ai quali non vogliamo ingenerare false illusioni, e di noi stessi, ci troviamo costretti quindi, nostro malgrado, a declinare l'invito» alla riunione in assessorato.

Il 12 marzo nell'incontro tra associazioni datoriali, sindacati e amministrazione si era raggiunto un accordo sulla bozza di avviso per i nuovi corsi. Così la giunta di governo aveva varato una prima delibera il 13 marzo. Il 20 marzo però è stata convocata una riunione in Commissione Formazione all'Ars, presieduta da Luca Sammartino, in cui qualcuno tra gli enti sollevò alcune perplessità. Così il 22 marzo è arrivata un'altra delibera. «È stata accolta la proposta di una sparuta minoranza - sottolinea Navetta - e con la nuova delibera si propongono, come riferimento per le attività da avviare, non esattamente le capacità tecniche organizzative, ma le capacità economiche di un ente». Forma e Cenfop annunciano che non si opporranno alle decisioni assunte, ma «certamente non potranno sottoscrivere accordi con i sindacati e con l’amministrazione a difesa di tutto il personale attualmente in attesa d’impiego. Sicuramente sarà di troppo già il proprio personale».

(*SAFAZ*)

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Nel nuovo sistema della formazione professionale gli aspiranti corsisti potranno scegliere l’ente di formazione e il corso a cui partecipare, attraverso una piattaforma informatica regionale. Gli enti presenteranno la loro offerta formativa in base al catalogo regionale dei corsi aggiornato dopo un confronto con le imprese. La Regione verificherà la sussistenza dei requisiti.

L’assegnazione dei fondi sarà effettuata solo dopo il raggiungimento del numero minimo di corsisti. Non ci saranno più graduatorie degli enti, ma saranno di fatto gli stessi aspiranti corsisti a determinare quali corsi partiranno e in quali enti. Così la Regione punta ad evitare i ricorsi che hanno bloccato il sistema e a far ripartire i corsi fermi da due anni.

L’avviso è finanziato con 125 milioni di euro e si compone di due fasi. Nella prima gli enti presenteranno la loro specifica offerta formativa sulla base dei profili professionali presenti nel Repertorio regionale delle qualificazioni.

«Questo - ha spiegato l'assessore regionale alla Formazione, Roberto Lagalla - d'intesa con il presidente della Regione, Nello Musumeci, è stato aggiornato anche a seguito di un confronto con il partenariato economico e sociale, avviato nel mese di gennaio, allo scopo di rendere l’offerta formativa integrata con il mercato del lavoro, per aumentare le possibilità occupazionali dei corsisti e per fornire alle imprese le competenze di cui hanno bisogno».

Le offerte degli enti di formazione accreditati confluiranno nel catalogo se corrispondenti ai percorsi previsti dal Repertorio. Nella seconda fase, gli aspiranti corsisti potranno scegliere i percorsi formativi a cui partecipare ed i relativi enti accreditati erogatori. L’assegnazione delle risorse sarà effettuata solo dopo il raggiungimento del numero minimo di corsisti, evitando così di impegnare risorse solo a fronte di previsioni di attività formative non effettivamente avviate.

Per questa ragione, la procedura di composizione del catalogo non è in alcun modo una procedura da «click day», proprio perché non costituisce impegno di risorse. Per l'assessorato «questo nuovo Avviso rovescia la vecchia logica del finanziamento dell'offerta formativa, ponendo al centro la persona che potrà scegliere il percorso formativo più adatto alle sue specifiche esigenze, per ottenere un titolo realmente spendibile ed una formazione finalizzata all'acquisizione delle competenze richieste dalle imprese».