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L’aggravamento delle condizioni di salute del lavoratore con disabilità assunto obbligatoriamente

invalidi

L’aggravamento delle condizioni di salute del lavoratore con disabilità assunto obbligatoriamente

L’art. 10 - comma 3 della legge n. 68/99 prevede per il lavoratore in caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, l'accertamento sulla compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute.

4 aprile 2018

L’art. 10 - comma 3 della legge n. 68/99 prevede che in caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell'organizzazione del lavoro, il lavoratore con disabilità può chiedere che venga accertata la compatibilità delle mansioni a lui affidate con il proprio stato di salute. Nelle stesse ipotesi il datore di lavoro può chiedere che vengano accertate le condizioni di salute del lavoratore con disabilità per verificare se possa continuare ad essere utilizzato presso l'azienda. Qualora si riscontri una condizione di aggravamento che, sulla base dei criteri definiti dal D.P.C.M. 13 gennaio 2000 (atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili), sia incompatibile con la prosecuzione dell'attività lavorativa, o tale incompatibilità sia accertata con riferimento alla variazione dell'organizzazione del lavoro, il lavoratore con disabilità ha diritto alla sospensione non retribuita del rapporto di lavoro fino a che l'incompatibilità persista. Durante tale periodo il lavoratore può essere impiegato in tirocinio formativo. Gli accertamenti, come previsto dall’art. 1 comma 4 della legge n. 68/99, sono  effettuati  a norma del D.P.C.M. 13 gennaio 2000, dalle apposite commissioni operanti presso le ASL che valutano la situazione del lavoratore con disabilità sentito il Comitato Tecnico.
La richiesta di accertamento e il periodo necessario per il suo svolgimento non costituiscono causa di sospensione del rapporto di lavoro. Il rapporto di lavoro può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la commissione accerti la definitiva impossibilità di reinserire il disabile all'interno dell'azienda.
 
L’interpello del Ministero del Lavoro n. 31/2008 precisa che:
  • in via generale il datore di lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 18, comma 1 lett. c) del D.Lgs. n. 81/2008, nell’affidare i compiti ai lavoratori, deve “tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza”;
  • il giudizio di idoneità alla mansione specifica cui adibire il lavoratore, in caso di mansioni soggette a sorveglianza sanitaria, è espresso dal medico competente sulla base delle risultanze delle visite mediche previste dalla sorveglianza sanitaria, secondo quanto disposto dall’art. 41, comma 6, del D.Lgs. n. 81/2008.
L’interpello distingue poi il caso di una persona con disabilità assunta in base al collocamento obbligatorio, per la quale, in costanza di rapporto di lavoro, si chieda di verificare se, in caso di aggravamento delle condizioni di salute o di significative variazioni dell’organizzazione del lavoro, le mansioni a lui affidate siano o meno compatibili con il suo stato di salute.
In questa ipotesi è necessario richiamare l’art. 10 della Legge n. 68/1999 e l’art. 1, comma 1, del D.P.C.M. 13 gennaio 2000 che individuano, quale organo competente a svolgere i necessari accertamenti sanitari nei confronti degli invalidi civili di cui all’art. 1, comma 1 lett. a), Legge n. 68/1999, la commissione di cui all’art. 4 della Legge n. 104/1992, ossia la commissione medica collegiale istituita presso le Aziende Sanitarie Locali integrata da un operatore sociale e da un esperto nelle patologie da esaminare. Infatti, questa commissione accerta le condizioni di disabilità che danno diritto di accedere al sistema per l’inserimento lavorativo dei disabili ed effettua le visite sanitarie di controllo della permanenza dello stato invalidante (art. 1, comma 4, Legge n. 68/1999).
Inoltre, l’interpello precisa ulteriormente che per gli invalidi del lavoro (art. 1, comma 1 lett. b, Legge n. 68/1999) e per gli invalidi di guerra e per servizio (art. 1, comma 1 lett. d, Legge n. 68/1999), il controllo della sussistenza e della permanenza dello stato invalidante è esercitato rispettivamente dall’INAIL, così come stabilito dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 66/2001, e dalle commissioni mediche ospedaliere di cui al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra, approvato con n. 915/1978 e successive modifiche.
 
In ultimo è utile ricordare come, diverse sentenze della Corte di Cassazione abbiano affermato che il rapporto di lavoro, per il lavoratore disabile assunto come persona invalida, avviato al lavoro tramite le liste di collocamento obbligatorio, può essere risolto nel caso in cui, anche attuando i possibili adattamenti dell'organizzazione del lavoro, la Commissione Medica (di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104) accerti la definitiva impossibilità di reinserire il lavoratore con disabilità all'interno dell'azienda. (Cassaz. n. 15269 del 12 settembre 2012 – Cassaz. N. 8450 del 10 aprile 2014 – Cassaz. N. 10576 del 28 aprile 2017).
In definitiva, il datore di lavoro non può procedere al licenziamento del lavoratore con disabilità sulla scorta del solo giudizio di inidoneità alla mansione specifica espresso dal medico competente
, senza attivare la procedura prescritta dall’art. 10 – comma 3 della legge n. 68/99.

 
Normativa di riferimento:
  • Decreto del Presidente della Repubblica  23 dicembre 1978, n. 915: Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra;
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104: “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.";
    Legge 12 marzo 1999 n. 68: "Norme per il diritto al lavoro dei disabili";
  • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 13 gennaio 2000: "Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili a norma dell'articolo 1 comma 4 della legge 12 marzo 1999;
  • Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 10 luglio 2001, n. 66: "Assunzioni obbligatorie. Indicazioni operative in materia di accertamenti sanitari e di assegno di incollocabilità";
  • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81: “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”;
  • Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Interpello 8 agosto 2008, n. 31: “art. 9, D.Lgs. n. 124/2004 – collocamento obbligatorio – obbligo di riserva per gli enti e le associazioni di arte e cultura e per gli istituti religiosi – giudizio di idoneità alla mansione del lavoratore disabile”;
  • Sentenza Corte di Cassazione n. 15269 del 12 settembre 2012;
  • Sentenza Corte di Cassazione, n. 8450 del 10 aprile 2014;
  • Sentenza Corte di Cassazione n. 10576 del 28 aprile 2017.
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