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Ape via libera dal garante privacy

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Via libera condizionato dal Garante della privacy agli schemi degli accordi quadro tra ministeri, Abi e Ania per l’Ape volontario.
L’authority, a fronte della richiesta di parere ricevuta il 20 dicembre dal ministero dell’Economia e delle Finanze, con provvedimento del 29 dicembre ha espresso parere favorevole sugli schemi di accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica e di accordo quadro per la polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, ponendo però due condizioni.
I due accordi quadro nella sostanza regolano le caratteristiche finanziarie del prestito che sta alla base del funzionamento dell’Ape volontario e la polizza caso morte, che scatta nel caso di premorienza del pensionato prima che abbia completato la restituzione del prestito (prevista in 20 anni con trattenute sulla pensione). In sostanza, da questi due accordi viene determinato il costo dell’operazione a carico dei cittadini che richiederanno l’anticipo e costituiscono l’ultimo tassello regolamentare per rendere operativo l’Ape, introdotto oltre un anno fa dalla legge di Bilancio 2017.
Il garante della privacy nel dare il via libera rileva, però, che un documento allegato alle intese non è stato ancora completato. Si tratta del testo contenente le specifiche tecniche e di sicurezza della procedura telematica dei flussi tra Inps, istituti finanziatori e imprese assicuratrici. Da qui la richiesta che tale documento sia sottoposto all’esame del Garante stesso prima della sua adozione. Inoltre, in tale documento dovrà essere chiarito il ruolo assunto dall’Ania in un’ipotesi di accesso alternativo delle imprese assicuratrici alla procedura telematica di scambio informazioni con l’Inps.
Intanto, ieri è stato fatto un passo avanti importante sulla strada dell’applicazione del cumulo gratuito, esteso agli iscritti alle Casse private dalla legge di Bilancio 2017 ma rimasto finora nel congelatore: le richieste dei pensionati con contributi versati presso diverse gestioni sono, infatti, ferme da mesi. I tecnici dell’Inps e dell’Adepp (l’associazione che riunisce 19 enti di previdenza dei professionisti) si sono incontrati per limare i dettagli dell’accordo quadro che dovrà disciplinare gli aspetti pratici alla base dell’erogazione delle prestazioni: rapporti economici tra enti, banche dati, protocolli informatici.
La convenzione, nonostante gli auspici della vigilia, non è stata sbloccata. In compenso, però, sono stati registrati dei progressi che fanno pensare di poter gestire le pensioni in cumulo già per la fine di febbraio. Seguiranno, quindi, altri incontri per accelerare al massimo: la convenzione dovrà, infatti, prima passare dal via libera dei ministeri vigilanti e, poi, dovrà essere recepita da accordi di dettaglio tra le singole Casse e l’Inps.