Appalti Consip «Scuole Belle», sei richieste di processo e ventuno avvisi di conclusione delle indagini preliminari

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19.12.2017 - Appalti Consip  «Scuole Belle»,

Sei richieste di processo e ventuno avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

La procura di Roma ha, infatti, da un lato chiesto di processare sei persone per i presunti illeciti commessi nell’aggiudicazione dell’appalto Consip «Scuole Belle», da 1,6 miliardi di euro per i servizi di pulizia negli istituti scolastici, mentre dall’altro ha notificato a 21 persone e 11 società l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con l’accusa di turbativa d’asta per la gara Fm4 (18 lotti per complessivi 2,7 miliardi di euro) bandita dalla Centrale acquisti della pubblica amministazione. In quest’ultimo filone sono coinvolti tra gli altri gli imprenditori Ezio Bigotti, amministratore legale della società «Sti», vicino al senatore di Ala, Denis Verdini; e Alfredo Romeo, titolare della «Romeo Gestioni» e già a processo con l’accusa di concorso in corruzione con l’ex funzionario Consip, Marco Gasparri.   

L’inchiesta del Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza del colonnello Bruno Biagi e dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai pm Mario Palazzi e Maria Letizia Golfieri, ha portato alla luce in entrambi i filoni un «sistema illecito» consolidato per la spartizione degli appalti pubblici.   

Le vicende al centro dell’inchiesta riguardano la spartizione degli appalti della gara “FM4” bandita da Consip nel marzo 2014 per il “facility management” di immobili dell’amministrazione pubblica. Una gara enorme e strategica, composta da 18 lotti e per un valore totale di 2,7 miliardi di euro. Secondo i pm le aziende coinvolte, in totale undici, facevano offerte a scacchiera, così da non sovrapporsi nella competizione, e poi facevano altre offerte d’appoggio per non alterare i punteggi. Inoltre promettevano subappalti con “soggetti economici appartenenti a gruppi concorrenti” che i magistrati definiscono “accordi pre-gare compensativi”. Come dire: tu lasci vincere me su questo lotto, in cambio io ti do un subappalto.

Sotto indagine nell’inchiesta Consip «Scuole Belle» ci sono gli accordi tra tre società: la Cns (Consorzio Nazionale Servizi), la Manutencoop Facility Management spa e la Roma Multiservizi spa. Le tre imprese coinvolte si sarebbero scambiate informazioni utili per l’aggiudicazione di otto dei tredici lotti di cui si componeva la gara per l’assegnazione dei lavori di pulizia nelle scuole. Il criterio di aggiudicazione era quello dell’offerta migliore e economicamente più vantaggiosa. Al termine della gara, Cns e Manutencoop sono risultati vincitori di quattro lotti ciascuno. Dove ha vinto Cns, Manutencoop non ha presentato offerta, mentre negli unici due lotti dove c’è stata sovrapposizione Cns ha presentato «un ribasso decisamente meno aggressivo rispetto a quello formulato altrove». E, secondo gli inquirenti, l’«accordo di cartello» sarebbe stato riproposto anche in occasione del maxi appalto Consip Fm4, quello per l’affidamento di servizi nella pubblica amministrazione. In questo caso le 11 società coinvolte evitavano la concorrenza e l’ingresso di altri competitors nel settore attraverso «la presentazione di offerte concordate», ma anche tramite le promesse di subappalti a «soggetti economici appartenenti a gruppi concorrenti».