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Cassazione: sentenza sul congedo straordinario retribuito

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05.12.2017 -La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza 29062 del 2017, ha ritenuto illegittimo il licenziamento di un lavoratore, che aveva ottenuto dall’INPS l’autorizzazione a usufruire di un congedo straordinario retribuito per assistere di notte la madre malata ai sensi dell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001. Il datore di lavoro infatti, con l’ausilio di investigatori privati, aveva scoperto che il lavoratore, durante il periodo riconosciutoli di congedo straordinario, di giorno non andava a casa della madre disabile grave, ma rimaneva nella propria, integrando così facendo un abuso del congedo straordinario di cui fruiva.

Al termine del procedimento disciplinare, il lavoratore è stato licenziato nonostante si sia giustificato affermando di aver prestato assistenza notturna alla madre, e nonostante risultasse dalla certificazione medica specialistica «che costei aveva tendenza alla fuga, insonnia notturna e tratti di ipersonnia diurna, per cui si poneva la necessità per il figlio di restare sveglio la notte al fine di assistere il genitore insonne ed evitare possibili fughe, già verificatesi in passato».

Con la pronuncia 29062/2017 depositata ieri, la Cassazione ha confermato l’illegittimità del licenziamento, ritenendo provata la convivenza e l’assistenza notturna da parte del lavoratore sulla scorta della certificazione medica che dimostrava come la disabile necessitasse di una persona che restasse sveglia di notte.
Quanto, invece, alle conseguenze di tale illegittimità, la Cassazione ha ritenuto che l’addebito disciplinare mosso al lavoratore (ossia non aver prestato alla madre l’assistenza dovuta) fosse da ritenersi insussistente, con conseguente applicazione della tutela reintegratoria.