05.12. 2017 - L’hotel San Domenico di Taormina (Me) chiude per ristrutturazione e licenzia tutto il personale.

La procedura, ex lege 223/91, è stata avviata dalla “Taormina hotel Management”, che si occupa della gestione dello storico albergo: il licenziamento riguarda 35 dipendenti a tempo indeterminato.

Altri 11 impiegati, assunti da “Nuove Tecnologie”, società che presta servizi allo stesso albergo, termineranno il proprio impiego già giovedì, come scrivono alcuni quotidiani locali.

Il legale rappresentante della società che gestisce l'hotel San Domenico di Taormina, Massimo Negrini, ha  inviato la comunicazione della procedura alle Rsu dell’albergo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil,all'assessorato regionale della Famiglia delle Politiche sociali e del Lavoro, all'Ispettorato territoriale del lavoro e al Direttore centro per l’impiego di Messina.

Nei giorni scorsi la proprietà della struttura, che fa riferimento all’imprenditore Giuseppe Statuto, aveva anche incontrato l’amministrazione comunale per spiegare le proprie intenzioni. La società che si occupa dell’antico complesso è subentrata nella gestione aziendale il 26 ottobre e vuole procedere alla ristrutturazione dell’edificio allo scopo di renderlo capace di intercettare più interessanti flussi turistici nel mercato degli hotel di lusso. I lavori dovrebbero durare circa un anno.

L’ hotel deve subire una profonda ristrutturazione per entrare nella catena di lusso «Four season» appartenente agli sceicchi arabi, Al Walid in primis.

L’Hotel San Domenico rappresenta un’ abbondante fetta di storia del turismo legato a Taormina.

Situato in un antico monastero domenicano, la struttura offre panorami sull’Etna e sulla Baia di Taormina. Numerosi scrittori, artisti e compositori famosi in tutto il mondo vi hanno soggiornato.

Come si ricorderà, il San Domenico deriva dall’ex impero di Francesco Caltagirone Bellavista, che aveva acquistato dal Banco di Sicilia per 100 miliardi di lire gli alberghi dello Sgas (società grandi alberghi siciliani). L’ex convento fu venduto dalla curatela per conto di Acqua Marcia (leggi Caltagirone Bellavista).

L’acquisto è stato perfezionato da circa un anno con il versamento dei 52 milioni di euro, di appena 200 mila euro superiore all’offerta di al Thani, sceicco del Qatar. Gli altri hotel del gruppo Acqua Marcia in Sicilia sono ancora in vendita con appeso il prezzo del cartellini: Excelsior di Catania e Palermo, Le Palme e Villa Igiea di Palermo, Des Etrangers di Siracusa.

Ora non solo la chiusura del San Domenico è una ferita aperta per Taormina, una ferita che nessuno sa bene come sanare, ma ci sono in ballo tanti posti di lavoro: 37 impiegati fissi, 65 stagionali e una ventina che fanno parte di una cooperativa, insomma 120 persone qualificate, parecchie delle quali da molto tempo in servizio e che proprio oggi hanno ricevuto le lettere di licenziamento. «E nel settore turistico non c’è la cassa integrazione - dice Pancrazio Di Leo della Cisl -. La preoccupazione è per gli stagionali che rischiano di perdere il posto di lavoro perché quando l’hotel riaprirà questo personale potrebbe essere non riassunto. E’ una situazione molto grave. A noi interessa poco il fatto se Statuto deve soldi alle banche, interessa che il San Domenico riapra al più presto e garantisca i posti di lavoro». Altrimenti a cosa è servito avere avuto il G7?