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CCNL Vigilanza Privata ennesima battuta d’arresto

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01.12.2017 - CCNL Vigilanza ennesima battuta d’arresto al tavolo per il nuovo contratto nazionale di lavoro della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, scaduto nel 2015, applicato ai circa 70mila addetti,di cui oltre 41mila guardie particolari giurate.

Le distanze si sono registrate sulle proposte imprenditoriali sul secondo livello di contrattazione, sul sistema di classificazione, sul cambio di appalto e sugli aumenti economici, ben lontane da quanto richiesto nella piattaforma sindacale unitaria. Intanto le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno convocato per il 15 dicembre l’assemblea nazionale unitaria delle strutture e dei delegati che valuterà iniziative di sciopero e mobilitazione finalizzate ad un avanzamento dei negoziati.

«Le associazioni imprenditoriali si stanno assumendo una grave responsabilità in un settore contraddistinto da dinamiche di mercato incontrollate» ha stigmatizzato il segretario nazionale della Fisascat Vincenzo Dell’Orefice. «Il rinnovo contrattuale – ha concluso il sindacalista – rappresenterebbe un punto di riferimento certo e fonte di legalità» ha concluso il sindacalista. (fonte Fisascat Cisl)

CCNL Vigilanza privata: ancora un nulla di fatto. Si va verso la mobilitazione

Dopo oltre dodici mesi dalla scadenza del CCNL e malgrado i documenti proposti dalle organizzazioni sindacali su diverse materie, non è stato possibile acquisire risposte soddisfacenti su nessuna di esse ed inoltre, per alcune, si assiste alla presentazione di posizioni di singola Associazione, non confrontata e/o non condivisa dal resto della compagine datoriale.

Uno scenario paradossale ed irresponsabile, tenuto anche conto della situazione in cui versano il settore e numerose imprese.

L’unico argomento sul quale si è potuto discutere riguarda la sfera di applicazione, sulla quale si è registrata la nuova proposta di inserimento della “sicurezza informatica” e delle “attività di investigazione”.

Pur condividendo l’opportunità, i sindacati hanno rilevato che sono necessari alcuni approfondimenti, nell’ottica di evitare approssimazioni o ampliamenti di natura puramente simbolica.

I rappresentanti dei lavoratori hanno denunciato l’impossibilità di proseguire il confronto in modo così inconcludente e confuso. Se ciò fosse finalizzato ad allungare strumentalmente la trattativa, si realizzerebbe un doppio danno per i lavoratori: da un lato, si ritarderebbero le necessarie risposte normative e salariali; dall’altro – ed ancor più grave – si perderebbe l’occasione di apportare gli elementi di riforma dell’attuale assetto contrattuale che è esigenza indispensabile per arginare i problemi che si riscontrano nella gestione degli appalti, con la proliferazione del massimo ribasso e della contrattazione “pirata”.

L’incontro si è concluso con un aggiornamento al 16 gennaio 2018, alle ore 11 (sede Confcommercio). In quell’occasione le Associazioni Datoriali si sono impegnate a presentare risposte univoche su tutti i temi oggetto dei documenti presentati dai sindacati di categoria.

È chiaro ed evidente che occorre accompagnare la vertenza con iniziative di mobilitazione, ai vari livelli. Per valutare complessivamente la situazione, si raccomanda la presenza all’Assemblea dei delegati e delle strutture del 15 dicembre 2017. (fonte Uiltucs Uil)