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PENSIONI: CGIL, 'I CONTI NON TORNANO', SABATO MOBILITAZIONE NAZIONALE

camusso

30 novembre 2017- “Per cambiare il sistema previdenziale, per sostenere sviluppo e occupazione, per garantire futuro ai giovani”. Questi i motivi al centro della mobilitazione nazionale della Cgil di sabato 2 dicembre, proclamata dopo l’esito del confronto con il Governo sul tema della previdenza, considerato “insufficiente”. Sono cinque le manifestazioni organizzate dalla Confederazione con lo slogan “Pensioni, i conti non tornano!”. A Roma l’appuntamento è per le ore 9.00 in piazza della Repubblica, da dove partirà il corteo fino a piazza del Popolo. A Torino il concentramento è previsto alle ore 9.30 a Porta Susa e si arriverà in piazza San Carlo. A Bari si sfilerà da piazza Massari, ore 9.30, a piazza Prefettura. A Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi alle ore 8.30 e a Cagliari da viale Regina Elena (giardini pubblici) a piazza Garibaldi, a partire dalle 9.30. A concludere tutte le iniziative sarà il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, che alle ore 12.30 prenderà la parola dal palco della Capitale, in collegamento video con le altre città.

Le rivendicazioni per le quali si scenderà in piazza, come si legge nel volantino, sono “bloccare l’innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, superare la disparità di genere e riconoscere il lavoro di cura, garantire una maggiore libertà di scelta ai lavoratori su quando andare in pensione”. E ancora, “favorire l’accesso alla previdenza integrativa” e “garantire un’effettiva rivalutazione delle pensioni”. Ma le motivazioni della mobilitazione non si fermano alla previdenza, il sindacato di corso d’Italia chiede anche di “cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”, di “estendere gli ammortizzatori sociali”, di “garantire a tutti il diritto alla salute” e di “rinnovare i contratti pubblici”. La Cgil invita lavoratori, pensionati e giovani a partecipare “per ottenere delle risposte concrete e per ridare speranza e fiducia al nostro Paese”.

“Non è vero che diciamo sempre no. Abbiamo anche fatto recentemente un accordo col governo sui contratti pubblici. Sulle pensioni, invece, c'è una distanza di impianto”. Con queste parole Susanna Camusso torna sulla rottura col governo al tavolo sulle pensioni. Lo fa oggi, ai microfoni di “Radio Anch'io” di Radio1.

Il sistema previdenziale – ha detto ancora il segretario generale della Cgil – deve dare certezze a tutti, mentre la condizione attuale determina storture e ingiustizie”. Il no della Cgil alle proposte del governo, dunque, è un no a un “sistema profondamente ingiusto per i giovani e peraltro molto costoso”.

Per il sindacato di corso d'Italia, infatti, la proposta del governo si muove ancora per deroghe, per piccoli interventi, e questo rende incerto il sistema previdenziale. Camusso, nella conferenza stampa appena successiva al tavolo del 21 novembre, aveva anche rimarcato “la significativa distanza tra le proposte fatte e gli impegni assunti dal governo col documento del 2016” e l'assenza di “risposte sufficienti sulla pensione dei giovani, sulle donne, sul sistema previdenziale legato all'aspettativa di vita”. Nonché “troppo poca attenzione ai temi del lavoro”.

Susanna Camusso oggi ha invece ricordato i dati recentemente forniti dalla confederazione di corso d'Italia in un'analisi effettuata dall’ufficio previdenza, secondo i quali “la platea toccata dall’accordo proposto dall'esecutivo supera appena i 4 mila interessati”.

Non siamo il braccio di Mdp”, ha poi detto la sindacalista in risposta ad alcune analisi politiche apparse questa mattina sui giornali. Le scelte della Cgil, al contrario, non presentano una “lettura politica”. “Ci occupiamo solo dei lavoratori – ha detto – che ci dicono ‘non ce la facciamo più'”.

Riguardo alla mobilitazione annunciata dal sindacato per il 2 dicembre., Camusso ha concluso affermando: “Valuteremo eventualmente altre forme di protesta successive a quella data”.

Intanto prosegue il confronto tra la Cgil e i gruppi politici di Camera e Senato su previdenza e legge di bilancio. Appuntamento con Articolo 1-Mdp-Sinistra italiana, Democrazia solidale-Cd, mentre giovedì 30 novembre è il turno di Fratelli d'Italia-Ani. All’ordine del giorno, il fallimento della trattativa sul dossier pensioni e le osservazioni della Confederazione sulla prossima legge di bilancio. Dopo i vertici del 22-23 novembre (con i gruppi Misto, Articolo 1 - Movimento democratico e progressista, Federazione della libertà, tutti del Senato), di lunedì 27 (con Partito democratico e Movimento 5 stelle, entrambi di Camera e Senato) e di martedì 28 novembre (con Forza Italia – Il Popolo della libertà della Camera), proseguono i confronti richiesti dal sindacato ai presidenti di tutti i gruppi.

Due appuntamenti sono in calendario per oggi (mercoledì 29 novembre), entrambi al palazzo dei gruppi (in via Uffici del Vicario 21). Il primo, con il gruppo parlamentare di Articolo1 - Movimento democratico e progressista e Sinistra italiana della Camera, è fissato alle ore 9.30; il secondo, alle ore 11, è con i deputati di Democrazia solidale - Centro democratico di Camera e Senato. A entrambi gli incontri partecipano i segretari confederali Gianna Fracassi, Roberto Ghiselli e Tania Scacchetti.

L’ultimo incontro della settimana è per giovedì 30 novembre. L’appuntamento, alle ore 9 presso la Galleria dei Presidenti (in piazza del Parlamento 24), è con il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale della Camera;
 partecipano i segretari confederali della Cgil Roberto Ghiselli e Tania Scacchetti. Già fissato un confronto per la settimana prossima: martedì 5 dicembre sarà il turno del gruppo parlamentare della Lega Nord e Autonomie - Lega dei Popoli della Camera, l'appuntamento è alle ore 14.45 presso il Palazzo dei Gruppi (in via Uffici del Vicario 21).

SECONDA GIORNATA ASSEMBLEE DELEGATI CISL. FURLAN: “SMONTATE ALCUNE INIQUITA’ LEGGE FORNERO. E BASTA RICEVERE LEZIONI DA CHI L’HA VOTATA”.

Seconda giornata di assemblee dei delegati CISL a sostegno del pacchetto di misure frutto del confronto con il Governo sulle pensioni. A Palermo, Cagliari e Tito (Potenza) si sono svolte le iniziative programmate. Annamaria Furlan, partecipando all’assemblea dei delegati a Palermo, ha ribadito che, “grazie alla nostra azione, sono tanti gli elementi positivi a livello sociale presenti nella Legge di Bilancio: su 20 miliardi, 15 sono destinati a bloccare gli aumenti di accise e Iva; tutto il resto è a forte sfondo sociale”. Sulle pensioni "sono state smontate finalmente alcune iniquità della Legge Fornero" e, rispondendo a Massimo D’Alema che ha criticato chi ha sottoscritto l’accordo con il Governo, Furlan ha detto in modo perentorio: “Basta, non se ne può più delle lezioni di chi la Legge Fornero l’ha votata”.