Visite agli articoli
4590686

Abbiamo 111 visitatori e nessun utente online

  • Home
  • Uncategorised
  • Ikea Milano, licenziata lavoratrice con figli piccoli perché non può rispettare gli orari di lavoro

Benvenuti nel sito di Linklav. Ultime notizie sul mondo del lavoro

Ikea Milano, licenziata lavoratrice con figli piccoli perché non può rispettare gli orari di lavoro

LAVMADRE

29.11.2017 - Donna di 39 anni licenziata dopo diciassette anni in azienda e un cambio di mansioni che non era in grado di rispettare: «Ho due bambini, il più piccolo disabile per cui ho la 104» spiega. I colleghi indicono una protesta contro l’azienda svedese

La denuncia arriva dalla Filcams Cgil che ieri ha organizzato uno sciopero di 2 ore nel negozio di Corsico per protestare contro il licenziamento.

«Sono stata messa alla porta perché non ho accettato il turno delle 7 del mattino. Un orario che per me è complicato, come sa bene l’azienda», spiega Marica Ricutti, 39 anni, madre separata di due bimbi di 10 e 5 anni, che usufruisce della legge 104 per seguire il figlio più piccolo disabile.

Il commento della Filcams CGIL

Ormai la conosciamo bene Ikea e per questo non ci stupisce afo fatto il licenziamento di Marica, lavoratrice in forza presso il punto vendita di Corsico, madre separata con due bambini, di cui uno con disabilità, licenziata in tronco la scorsa settimana per non avere rispettato turni che non le consentivano di prendersi cura dei figli di 5 e 10 anni.

Negli ultimi anni non c’è stato verso di discutere con Ikea di quanto siano diventate insostenibili le condizioni di lavoro nei negozi, nonostante la Filcams l’abbia posto come tema prioritario nel confronto con l’impresa.
Eppure nonostante il garbato marketing a brand Ikea, dai toni solidaristici e più che politicamente corretti, nei negozi, soprattutto nell’ultimo periodo, si sono susseguiti diversi casi, altrettanto gravi, riconducibili alla situazione subita dalla lavoratrice di Corsico; un’azienda senz’altro brava a dare lezioni di senso civico e fair play a differenza di come si comporta con i propri dipendenti nei punti di vendita.
La Filcams tutta oltre ad esprimere la massima solidarietà a Marica e a confermare vicinanza che più forte non potrebbe essere a lei e ai suoi due bambini, chiede ad Ikea di compiere un atto di giustizia, per una volta coerente con le svariate campagne di comunicazioni che ci vengono quotidianamente propinate dalla multinazionale svedese, ritirando con immediatezza il licenziamento, ripristinando corrette relazioni con il sindacato e tornando a discutere per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per le lavoratrici e i lavoratori Ikea.

Il comunicato di IKEA: GRUPPO.LICENZIAMENTO DECISIONE DIFFICILE QUANTO NECESSARIA

29 novembre 2017-

Milano, 29 nov. (AdnKronos) - La decisione di licenziare Marica Ricutti, "è stata difficile quanto necessaria, nel rispetto dei propri valori e alla luce dei fatti avvenuti". E' quanto scrive il gruppo Ikea in una lunga nota in cui precisa le ragioni alla base del licenziamento della donna, "che negli anni ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità". L’azienda "si è sempre dimostrata disponibile a concordare le migliori soluzioni per contemperare le necessità della lavoratrice con le esigenze connesse al suo lavoro", spiega Ikea. Tuttavia, "negli ultimi 8 mesi la signora Ricutti ha lavorato meno di 7 giorni al mese e, per circa la metà dei giorni lavorati, ha usufruito di cambi di turno e spostamenti di orario, concordati con i colleghi e con la direzione del negozio".Nell’ultimo periodo, "in più occasioni, la lavoratrice - per sua stessa ammissione - si è autodeterminata l’orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell’area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili". La vicenda è quella di una dipendente di 39 anni dell'Ikea di Corsico, Marica Ricutti, con due figli, di cui uno disabile, che reso nota la lettera di licenziamento dell'azienda per - ha raccontato - non avere rispettato per due volte i turni. Il gruppo sostiene invece che questo sia accaduto, senza preavviso, "in più occasioni". E che "di fronte alla contestazione di tali episodi e alla richiesta di spiegazioni da parte dei suoi responsabili su questo comportamento, la signora Ricutti si è lasciata andare a gravi e pubblici episodi di insubordinazione", spiega una nota di Ikea, a cui oggi hanno chiesto conto una serie di sigle sindacali. "Sulla base dei propri valori, del rispetto dovuto alla totalità dei propri collaboratori e della cura dei propri clienti, Ikea, pur avendo fatto il possibile per andare incontro alle richieste della lavoratrice, ha ritenuto non accettabili comportamenti di questo tipo che hanno compromesso la relazione di fiducia. Alla luce di questa insostenibile situazione, l’azienda è giunta alla decisione di interrompere il rapporto di lavoro".Il gruppo riporta alcuni numeri: "oggi in Ikea Italia lavorano più di 6.500 collaboratori diretti, in oltre 21 punti vendita, per i quali valorizziamo le competenze e garantiamo percorsi di crescita. I risultati della nostra indagine di clima interno confermano che l’82% dei nostri lavoratori si sente rispettato e valorizzato e l’83% si dichiara orgoglioso di lavorare in Ikea. Il 90% è impiegato con un contratto a tempo indeterminato e, nell’ultimo anno, oltre 100 donne e 100 uomini hanno avuto un avanzamento di carriera". Nel gruppo sono donne il 58% dei collaboratori e il 44% dei responsabili.