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Giustizia Amministrativa - Consiglio di stato Tribunali Amministrativi Regionali

Tar, ordinanza cautelare C.I.R.P.E.

333   HOME   Pubblicato il 24/04/2017 N. 01136/2017 REG.PROV.COLL. N. 00746/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 746 del 2017, proposto da: C.I.R.P.E. (Centro iniziative ricerche programmazione economica), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Patrizia Stallone, presso il cui studio in Palermo, via Antonio Veneziano, n. 69, è elettivamente domiciliato; contro Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via Alcide De Gasperi, n. 81, è domiciliato per legge; nei confronti di Orsa, I.Svi.Re società cooperativa - Palermo, Strec società consortile a r.l., non costituiti in giudizio; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, in via principale: - del D.D.G. n. 169 del 23 gennaio 2017 pubblicato in G.U.R.S. anno 71 n. 4 parte Prima del 27 gennaio 2017 con cui è stata approvata la graduatoria definitiva delle istanze di concessione dei contributi relativi all'Avviso pubblico n. 8/2016 nella parte in cui: - l'istanza di finanziamento della ricorrente ID n. 582 ha ottenuto un punteggio di punti 77,32 collocandosi al 382° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 87,32 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento ID 583 ha ottenuto un punteggio di 73,32 collocandosi al 493° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 88,32 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento ID n. 689 ha ottenuto un punteggio di 79,32 collocandosi al 307° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 86,32 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento della ricorrente ID n.690 ha ottenuto un punteggio di punti 79,32, collocandosi al 306° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 86,32 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento della ricorrente ID n. 707 ha ottenuto un punteggio di punti 75,32, collocandosi al 432° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 86,32 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - delle operazioni di valutazione delle istanze progetto compiute dalla Commissione di valutazione espresse nei verbali e schede di valutazione; - della nota prot. n. 4223 del 20.1.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato la chiusura dei lavori e della annessa documentazione relativa agli esiti delle nuove istruttorie e rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti e dell'allegato elenco contenente le proposte progettuali, ivi richiamati per relationem; - dell'Avviso pubblico n. 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia – Programma Operativo della Regione Siciliana -Fondo Sociale Europeo 2014 - 2020” approvato con D.D.G. n. 2895 del 13.06.2016, pubblicato in GURS n. 26 del 17 giugno 2016 nella parte di interesse nel ricorso specificata; in linea subordinata, per l'annullamento previa sospensione: - dell'Avviso pubblico n. 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia – Programma Operativo della Regione Siciliana -Fondo Sociale Europeo 2014-2020” approvato con D.D.G. n. 2895 del 13.06.2016, pubblicato in GURS n. 26 del 17 giugno 2016 nella parte di interesse nel ricorso specificata; - del D.D.G. n. 169 del 23 gennaio 2017 pubblicato in G.U.R.S. anno 71 n. 4 parte Prima del 27 gennaio 2017 con cui è stata approvata la graduatoria definitiva delle istanze di concessione dei contributi relativi all'Avviso pubblico n. 8/2016; - delle operazioni di valutazione delle istanze progetto compiute dalla Commissione di valutazione espresse nei verbali e schede di valutazione; - della nota prot. n. 4223 del 20.1.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato la chiusura dei lavori e della annessa documentazione relativa agli esiti delle nuove istruttorie e rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti e dell'allegato elenco contenente le proposte progettuali, ivi richiamati per relationem; - delle disposizioni prot. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016 con le quali il Dirigente generale ha nominato i membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali a valere dell'Avviso 8/2016; - di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali anche se allo stato non conosciuti dal ricorrente. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti l'atto di costituzione in giudizio, la documentazione e la memoria depositati dall’Avvocatura dello Stato per l’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione Professionale; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del 20 aprile 2017 il consigliere Aurora Lento e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso che può prescindersi – allo stato - dall’esame dell’eccezione di disintegrità del contraddittorio; Rilevato che, a una prima sommaria cognizione, appare infondata la censura di insufficiente attribuzione del punteggio relativo al criterio A 3 (il quale prevedeva l’attribuzione di massimo 16 punti con riferimento al grado di copertura degli stages che andava misurato sulla base del rapporto tra allievi per i quali erano presenti le dichiarazioni di impegno delle aziende per lo svolgimento degli stage e il numero di allievi previsti), in quanto, come emerge dalla relazione depositata dall’Avvocatura dello Stato, è stato attribuito il punteggio massimo per 4 progetti su 5 e per quello ID 583 è stata resa la dichiarazione solo per l’edizione n. 1361, ma non anche per quella n. 5573; Ritenuto, invece, di chiedere documentati chiarimenti in ordine alle ragioni della mancata attribuzione del punteggio per il criterio B 3 al progetto ID 707, e che a tal fine vada assegnato all’Amministrazione resistente il termine di 15 giorni dalla notifica o comunicazione della presente ordinanza; Ritenuto, pertanto, di differire l’ulteriore trattazione dell’istanza cautelare alla camera di consiglio del 18 maggio 2017, ore di rito. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) dispone gli adempimenti istruttori di cui in motivazione. Differisce la trattazione dell’istanza cautelare alla camera di consiglio del 18 maggio 2017, ore di rito. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Calogero Ferlisi, Presidente Aurora Lento, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Aurora Lento   Calogero Ferlisi                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar, ordinanza cautelare Arti & Mesteri Onlus

333   HOME   Pubblicato il 24/04/2017 N. 01137/2017 REG.PROV.COLL. N. 00769/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 769 del 2017, proposto da: Arti & Mesteri Onlus, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Armando Buttitta, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Regina Margherita, 42; contro Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Prof. , Commissione di Istruzione e Valutazione non costituiti in giudizio; Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria, con uffici siti in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81; nei confronti di I.Svi.Re. Societa' Cooperativa - Palermo, Aram - Messina, En.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale), Strec Societa' Consortile A R.L. non costituiti in giudizio; per l'annullamento - Del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8 nelle parti e nei termini di seguito precisati - Dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti di cui si sconoscono gli estremi - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata) ; - del verbale della commissione di valutazione n. 28 del 06/12/2016 e delle note prott. n. 61837 del 06/12/2016 e n. 72213 del 06/02/2016 del Dipartimento Regionale del Lavoro - Servizio VIII, richiamate nel detto verbale. Visti il ricorso e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato per l’Amministrazione intimata; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso che parte ricorrente rappresenta: - di aver partecipato alla selezione di cui all’“Avviso 8”, presentando cinque progetti di intervento formativo, ed ottenendo in sede di graduatoria provvisoria una posizione utile ai fini del finanziamento; - che in sede di approvazione della graduatoria definitiva i progetti in parola hanno avuto una consistente contrazione del punteggio attribuito in relazione ad una differente interpretazione ed applicazione dei criteri di valutazione dei requisiti di capacità tecnica ed economica del soggetto proponente siccome indicati dall’Avviso 8 e dalle norme di riferimento cui il medesimo Avviso rinvia; - che, segnatamente, in sede di approvazione della graduatoria definitiva NON sono stati riconosciuti i punteggi per i parametri A1 e A2 già attribuiti in sede di graduatoria provvisoria (rispettivamente con punti 12 per la voce A1 e punti 11, 28 per la voce A2); Considerato che con il ricorso in esame parte ricorrente contesta l’erronea interpretazione ed applicazione del criterio stabilito dal bando per l’attribuzione del punteggio per i parametri A1 eA2, in relazione alla chiara formulazione dell’art. 2 del D.D.G. 1203/2015 (ai sensi del quale “Gli interventi formativi inseriti nel catalogo di cui all'art. I sono finanziati, con le modalità stabilite nel PAR e nel Piano di attuazione nazionale del Programma Garanzia Giovani, per un importo pari ad € 46 mln e possono avere inizio dalla data di pubblicazione del presente decreto”); Considerato che in ordine alla predetta censura la difesa erariale rinvia semplicemente alla documentazione versata in atti; Ritenuto necessario, ai fini del decidere, di dover acquisire sul punto una dettagliata relazione informativa da parte dell’Amministrazione regionale che specifichi inoltre le concrete modalità, anche temporali, con cui sono stati in concreto erogati a rimborso i finanziamenti per i corsi inseriti nel catalogo di cui al D.D.G. 1203/2015; Considerato che per il predetto ordine istruttorio, da eseguire mediante deposito telematico secondo le modalità del P.A.T. presso la Segreteria della Sezione, appare congruo assegnare all’Amministrazione il termine di giorni 15 dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notifica della presente ordinanza; Ritenuto di dover fissare per la prosecuzione sulla domanda cautelare la Camera di Consiglio del 18 maggio 2017; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) dispone gli incombenti istruttori secondo le modalità e termini di cui in motivazione. Fissa per la prosecuzione la Camera di Consiglio del 18 maggio 2017, ore di rito. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Calogero Ferlisi, Presidente Aurora Lento, Consigliere Roberto Valenti, Consigliere, Estensore             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Roberto Valenti   Calogero Ferlisi                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar ordinanza cautelare Suprema Società Cooperativa a r.l.,

333   HOME   Pubblicato il 24/04/2017 N. 01138/2017 REG.PROV.COLL. N. 00701/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 701 del 2017, proposto da: Suprema Società Cooperativa a r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Attilio Luigi Maria Toscano e Rocco Mauro Todero, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Giovanni Immordino, sito in Palermo in Viale della Libertà n.171; contro la Presidenza della Regione Siciliana, l’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale e l’Assessorato Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo, via A. De Gasperi n. 81, sono per legge domiciliati; nei confronti di I.SVI.RE. Società Cooperativa, A. Moravia S.r.l., Mathesis Italia S.r.l., F.M. - Forma Mentis - Società Cooperativa, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio; per l'annullamento - del D.D.G. 23 gennaio 2017, n. 169, dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale - Dipartimento dell'istruzione e della formazione professionale - di approvazione, in via definitiva, della graduatoria delle istanze di concessione dei contributi a valere sull'Avviso Pubblico n. 8/2016; - del D.D.G. 6 ottobre 2016, n. 5978, dell'Assessorato regionale dell'istruzione e della formazione professionale - Dipartimento dell'istruzione e della formazione professionale - di approvazione della graduatoria provvisoria delle istanze di concessione dei contributi a valere sull'Avviso Pubblico n. 8/2016; - del verbale del 6 dicembre 2016, n. 28, della Commissione di Valutazione; - della nota del 6 dicembre 2016, prot. n. 72224, del Dirigente del Servizio I del Dipartimento dell'istruzione e della formazione professionale; - della nota del 6 dicembre 2016, prot. n. 61837, dell'Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro - Dipartimento regionale del lavoro, dell'impiego, dell'orientamento, dei servizi e delle attività formative - sevizio VIII - Coordinamento servizi centri per l'impiego; - del verbale del 29 settembre 2016, n. 32, della Commissione di Istruttoria e Valutazione di attribuzione del punteggio all'istanza della Suprema Società Cooperativa a r.l. denominata “Io e l'altro: Insieme”; - del verbale del 4 ottobre 2016, n. 35, della Commissione di Istruttoria e Valutazione di attribuzione del punteggio all'istanza della Suprema Società Cooperativa a r.l. denominata “L'arte del Gusto”; - del verbale della Commissione di Istruttoria e Valutazione di attribuzione del punteggio all'istanza della Suprema Società Cooperativa a r.l. denominata “Sicilianamente”; - del verbale del 13 dicembre 2016, n. 32, della Commissione di Valutazione; - delle schede di valutazione delle domande nn. 465, 469 e 1155 della Suprema Società Cooperativa a.r.l.; ove occorra, - dell'avviso n.8/2016 emanato dalla Regione Siciliana per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale. Visti il ricorso e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Visti gli atti di costituzione in giudizio della Presidenza della Regione Siciliana, dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale e dell’Assessorato Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Sebastiano Zafarana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; PREMESSO che parte ricorrente rappresenta: - di aver partecipato alla selezione di cui all’“Avviso 8”, presentando tre progetti di intervento formativo, ed ottenendo in sede di graduatoria definitiva una posizione non utile ai fini del finanziamento non avendo superato il punteggio di 65/100; - che, segnatamente, in sede di approvazione della graduatoria definitiva non le sono stati riconosciuti i punteggi relativamente ai criteri A1 e A2; CONSIDERATO - che con il ricorso in esame parte ricorrente contesta l’erronea interpretazione ed applicazione del criterio stabilito dal bando per l’attribuzione del punteggio per i parametri A1 e A2 in relazione alla formulazione dell’art. 2 del D.D.G. 1203/2015 (ai sensi del quale “Gli interventi formativi inseriti nel catalogo di cui all'art. I sono finanziati, con le modalità stabilite nel PAR e nel Piano di attuazione nazionale del Programma Garanzia Giovani, per un importo pari ad € 46 mln e possono avere inizio dalla data di pubblicazione del presente decreto”); RITENUTO necessario, ai fini del decidere, di dover acquisire sul punto una dettagliata relazione informativa da parte dell’Amministrazione regionale che specifichi, in particolare, le concrete modalità, anche temporali, con cui sono stati in concreto erogati a rimborso, in favore dei vari enti di formazione, i finanziamenti per i corsi inseriti nel catalogo di cui al D.D.G. 1203/2015, atteso che la ricorrente assume che per quanto riguarda la propria posizione, quasi tutti i corsi della Garanzia Giovani da essa espletati sarebbero stati non solo autorizzati (cioè finanziati con impegno di spesa) entro il 31.12.2015, ma entro quella data sarebbero stati anche conclusi; mentre successivamente al 31.12.2015 le sarebbero state soltanto liquidate le somme che comunque erano già state impegnate entro il termine del 31.12.2015. Lamenta dunque una disparità di trattamento tra quei soggetti la cui liquidazione dei rimborsi sarebbe avvenuta entro il 31/12/2015 e quelli che, solo per ragioni di ritardi burocratici imputabili all’amministrazione resistente, li hanno avuti concretamente liquidati nelle prime settimane del 2016. RITENUTO - di fare carico del relativo adempimento il Dirigente generale dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale. CONSIDERATO - che per il predetto ordine istruttorio, da eseguire mediante deposito telematico secondo le modalità del P.A.T. presso la Segreteria della Sezione, appare congruo assegnare all’Amministrazione il termine di giorni 15 dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notifica della presente ordinanza; RITENUTO di dover fissare per la prosecuzione sulla domanda cautelare la Camera di Consiglio del 18 maggio 2017. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), dispone gli incombenti istruttori nei sensi e nei termini di cui in motivazione. Fissa per la prosecuzione l’udienza camerale del 18 maggio 2017. Ordina alla segreteria della Sezione di provvedere alla comunicazione della presente ordinanza alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Calogero Ferlisi, Presidente Roberto Valenti, Consigliere Sebastiano Zafarana, Primo Referendario, Estensore             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Sebastiano Zafarana   Calogero Ferlisi                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar ordinanza cautelare Associazione Centro Studi Opera Don Calabria

333   HOME   Pubblicato il 24/04/2017 N. 01139/2017 REG.PROV.COLL. N. 00718/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 718 del 2017, proposto da: Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Battista Pezzino Rao, con domicilio eletto presso il suo studio sito in Palermo nella Via Saverio Scrofani n.27; contro l’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo, via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato; nei confronti di Ce.S.Med. - Centro Studi del Mediterraneo S.C.A.R.L., Orsa, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio; per l'annullamento previa sospensiva - del D.D.G. n. 169 del 23/01/2017, pubblicato in G.U.R.S. il 27 gennaio 2017, con il quale sono state approvate in via definitiva le graduatorie delle istanze di concessione dei contributi relativi all'avviso pubblico n. 8/2016 per la “Realizzazione dei percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia” – Programma operativo della Regione Siciliana – Fondo sociale europeo 2014/2020; - ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale; Visti il ricorso e i relativi allegati; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Sebastiano Zafarana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; PREMESSO che parte ricorrente rappresenta: - di aver partecipato alla selezione di cui all’“Avviso 8”, presentando sei progetti di intervento formativo, ed ottenendo in sede di graduatoria provvisoria l’ammissione di tutti i progetti medesimi; - che, tuttavia, in sede di approvazione della graduatoria definitiva non le sono stati riconosciuti i punteggi relativamente ai criteri A1 e A2 nonostante l’autodichiarazione di avere espletato corsi finanziati nel periodo di riferimento 2012-2015; CONSIDERATO - che con il ricorso in esame parte ricorrente contesta che l’amministrazione non ha riconosciuto i corsi dichiarati e indicati nella domanda senza richiedere i necessari chiarimenti o le eventuali integrazioni documentali; - che dalla relazione prodotta nel fascicolo dell’Amministrazione resistente si evince che i corsi finanziati dalla Regione Sicilia non sarebbero stati valutati perché finanziati negli anni 2010 e 2011 e, quindi, fuori dal periodo temporale preso in considerazione dall’avviso (2012-2015); mentre gli altri corsi espletati dalla ricorrente e finanziati dalla Regione Emilia Romagna non sarebbero stati valutati perché l’Amministrazione non sarebbe stata in grado di risalire a tutti decreti di finanziamento sulla scorta della indicazione fatta dal soggetto proponente (per numero e data) di ciascuna corrispondente determina della Regione Emilia Romagna. RITENUTO necessario, ai fini del decidere, di dover acquisire sul punto una dettagliata relazione informativa da parte dell’Amministrazione regionale che specifichi in concreto quali difficoltà oggettivamente ostative abbiano impedito l’accertamento del requisito (fonte del finanziamento) richiesto dall’Avviso relativamente ai corsi finanziati dalla regione Emilia Romagna ai fini dell’attribuzione del punteggio di cui ai menzionati criteri A1 e A2; RITENUTO - di fare carico del relativo adempimento il Dirigente generale dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale. CONSIDERATO - che per il predetto ordine istruttorio, da eseguire mediante deposito telematico secondo le modalità del P.A.T. presso la Segreteria della Sezione, appare congruo assegnare all’Amministrazione il termine di giorni 15 dalla comunicazione in via amministrativa o dalla notifica della presente ordinanza; RITENUTO di dover fissare per la prosecuzione sulla domanda cautelare la Camera di Consiglio del 18 maggio 2017. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), dispone gli incombenti istruttori nei sensi e nei termini di cui in motivazione. Fissa per la prosecuzione l’udienza camerale del 18 maggio 2017 Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Calogero Ferlisi, Presidente Roberto Valenti, Consigliere Sebastiano Zafarana, Primo Referendario, Estensore             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Sebastiano Zafarana   Calogero Ferlisi                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar, ordinanza cautelare Associazione Politea

333   HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00483/2017 REG.PROV.CAU. N. 00689/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 689 del 2017, proposto da: Associazione Politea, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avv. Calogero Ubaldo Marino, presso il cui studio in Palermo, via Regina Margherita, n. 42, è elettivamente domiciliata; contro Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via Alcide De Gasperi, n. 81, è domiciliato per legge; nei confronti di I.Svi.Re società cooperativa, Aram, En.A.I.P. (Ente acli istruzione professionale), Strec società consortile a r.l., non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comandè, Enzo Puccio e Tiziana Pellegrino, presso il cui studio in Palermo, via Caltanissetta, n. 2/D, sono elettivamente domiciliati; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell’avviso 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia; - del D.D.G. 169/17 del 23 gennaio 2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24 gennaio 2017 e sulla GURS del 27 gennaio 2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8; - dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti, di cui si sconoscono gli estremi; - dei provvedimenti a firma del Dirigente generale del dipartimento dell’istruzione e della formazione professionale prot. n. 42723 del 27 luglio 2016, n. 43849 del 2 agosto 2016 e n. 48711 dell’8 settembre 2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20 gennaio 2017 con la quale il Presidente della commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata); - della circolare n. 7 dell’8 febbraio 2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n. 37 del 14 dicembre 2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti l'atto di costituzione in giudizio, la documentazione e la memoria depositati dall’Avvocatura dello Stato per l’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale; Visti l’atto di intervento ad opponendum e la memoria di Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del 20 aprile 2017 il consigliere Aurora Lento e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso che: - l’avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione: - l’eccezione di irricevibilità per tardiva impugnazione dell’avviso non sembra fondata tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e, comunque, l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 sembra infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; c) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’”accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità o irragionevolezza; Ritenuto, pertanto, che: a) le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono comunque rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punti; b) la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’”accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; c) le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di un’appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; d) la censura relativa al criterio D [il quale era riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” e si articolava in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, a cui erano attribuiti 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza ha fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); e) la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento al titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Considerato che – allo stato – può prescindersi dall’esame delle censure relative ai singoli punteggi in quanto dedotte in via subordinata; Ritenuto che, nei limiti sopra indicati in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto, peraltro, che: - vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web ufficiale dell’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Si ritiene di compensare le spese avuto riguardo alla complessità della controversia. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima), accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe nei sensi di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF, Estensore Roberto Valenti, Consigliere Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             IL PRESIDENTE, ESTENSORE     Aurora Lento                       IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar ordinanza cautelare E.A.P. Fedarcom

333   HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00488/2017 REG.PROV.CAU. N. 00658/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 658 del 2017, proposto da: E.A.P. Fedarcom, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Girolamo Rubino, Manlio Sortino, Lucia Alfieri, con domicilio eletto presso Girolamo Rubino in Palermo, via G. Oberdan, 5; contro Regione Siciliana - Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Regione Siciliana - Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Regione Sicilia – Dip.To Reg.Le Istruzione e Formazione Professionale - Commissione di Istruttoria e Valutazione, Regione Sicilia non costituiti in giudizio; Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliataria, con uffici siti in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81; nei confronti di Isvire Societa' Cooperativa - Palermo, Aram-Messina, En.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale), Strec Societa' Consortile, non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:E-Laborando S.r.l., Euroform S.a.s., Evergreen Consulting S.r.l., I.So.R.S. Società Cooperativa Sociale, E.S.F.O. Ente Superiore Formazione Orientamento, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Attilio Luigi Maria Toscano, Rocco Mauro Todero, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Giovanni Immordino sito in Palermo, viale Libertà N. 171; Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comande', Enzo Puccio, Tiziana Pellegrino, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Carlo Comande sito in Palermo, via Caltanissetta N.2/D; Associazione Eris, Arché Impresa Sociale S.r.l., Consorzi Solco, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Sebastiano Papandrea, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Nicola Giudice sito in Palermo, via M. D'Azeglio N. 27/C; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8 /2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia; - del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8; - dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017, con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per ralationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata); - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato per l’Amministrazione intimata; Visto l’atto di costituzione degli intervenienti ad opponendum; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti impugnati, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’eccezione di irricevibilità per tardiva impugnazione dell’avviso non sembra fondata tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web ufficiale dell’Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe indicato nei sensi di quanto indicato in motivazione. Dispone l’integrazione del contraddittorio nei sensi e secondo le modalità di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 04 luglio 2017 per valutare la persistenza delle esigenze cautelari prospettate dalla parte ricorrente alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione a seguito della presente ordinanza. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Roberto Valenti   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar ordinanza cautelare Centro Regionale U.N.C.I.

333   HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00490/2017 REG.PROV.CAU. N. 00687/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 687 del 2017, proposto da: Centro Regionale U.N.C.I. per la Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Leonardo Cucchiara, con domicilio eletto presso il suo studio in Palermo, via Regina Margherita N.42; contro Regione Siciliana - Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Regione Siciliana - Dipartimento Istruzione e Formazione Professionale - Commissione di Istruzione e Valutazione non costituiti in giudizio; Regione Siciliana - Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria, con uffici siti in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81; nei confronti di I.Svi.Re Societa' Cooperativa - Palermo, Aram - Messina, E.N.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale), Strec Societa' Consortile A R.L. non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comande', Enzo Puccio, Tiziana Pellegrino, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Carlo Comande in Palermo, via Caltanissetta N.2/D; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8 /2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabiltà in Sicilia; - del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8; - dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti di cui si sconoscono gli estremi; - dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata); - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, per l’Amministrazione intimata e degli intervenienti ad opponendum; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato del verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’eccezione di irricevibilità per tardiva impugnazione dell’avviso non sembra fondata tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web ufficiale dell’Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe indicato nei sensi di quanto indicato in motivazione. Dispone l’integrazione del contraddittorio nei sensi e secondo le modalità di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Roberto Valenti   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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TAR, ordinanza cautelare Istituto di Ricerca Gestione e Management I.R.Ge.M.

333   HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00491/2017 REG.PROV.CAU. N. 00713/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 713 del 2017, proposto da: Istituto di Ricerca Gestione e Management I.R.Ge.M., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Santo Botta, Teodoro Caldarone, con domicilio eletto presso Teodoro Caldarone in Palermo, via Giusti 21; contro Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Commissione di Istruttoria e Valutazione Nominata con Provvedimenti Prott. N. 42723 del 27.07.2016, N. 43849 del 02.08.2 non costituiti in giudizio; Regione Siciliana Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria, con uffici siti in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81; nei confronti di I.Svi.Re Societa' Cooperativa - Palermo, Aram - Messina, Ente Acli Istruzione Professionale, Strec Società Consortile A.R.L. non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comande', Enzo Puccio, Tiziana Pellegrino, con domicilio eletto presso Carlo Comande in Palermo, via Caltanissetta N.2/D; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia nelle parti di seguito precisate; - Del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8 nelle parti e nei termini di seguito precisati - Dei verbali relativi all'attività di valutazione definitiva dei progetti; - Dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti ( documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso soltanto parzialmente non riscontrata); - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”, nelle parti di seguito precisate. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato per l’Amministrazione intimata, dei controinteressati e degli interventori ad opponendum; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’eccezione di irricevibilità per tardiva impugnazione dell’avviso non sembra fondata tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web ufficiale dell’Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe indicato nei sensi di quanto indicato in motivazione. Dispone l’integrazione del contraddittorio nei sensi e secondo le modalità di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Roberto Valenti   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar ordinanza cautelare Efal Provinciale di Palermo, Efal Provinciale di Trapani

333   HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00492/2017 REG.PROV.CAU. N. 00715/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 715 del 2017, proposto da: Efal Provinciale di Palermo, Efal Provinciale di Trapani, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dall'avvocato Giuseppe Impiduglia, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Ina Glorioso in Palermo, via Regina Margherita, 42; contro Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale, la Commissione di Istruttoria e Valutazione non costituiti in giudizio; Regione Siciliana - Assessorato Regionale Istruzione e Formazione Professionale, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria, con uffici siti in Palermo, via Alcide De Gasperi. 81; nei confronti di I.Svi.Re Societa Cooperativa - Palermo, Aram - Messina, En.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale), Strec Societa' Consortile A.R.L. non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comande' C.F. CMNCRL73B25G273O, Enzo Puccio C.F. PCCNZE79P26H269F, Tiziana Pellegrino C.F. PLLTZN80E63G273J, con domicilio eletto presso Carlo Comande in Palermo, via Caltanissetta N.2/D; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8 /2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia nelle parti di seguito precisate - Del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8 nelle parti e nei termini di seguito precisati - Dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti di cui si sconoscono gli estremi - Dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti ( documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata) ; - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “ Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”, nelle parti di seguito precisate Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo per l’Amministrazione intimata; Visto l’atto di costituzione ad opponendum dei controinteressati e la relativa memoria; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’eccezione di irricevibilità per tardiva impugnazione dell’avviso non sembra fondata tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web ufficiale dell’Assessorato regionale dell'Istruzione e della Formazione Professionale della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe indicato nei sensi di quanto indicato in motivazione. Dispone l’integrazione del contraddittorio nei sensi e secondo le modalità di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Roberto Valenti   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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Tar, ordinanza cautelare Cooperativa Sociale Pegaso

333 Enaip Caltanissetta   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00494/2017 REG.PROV.CAU. N. 00720/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 720 del 2017, proposto da: Cooperativa Sociale Pegaso, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Daniele Piazza, con domicilio eletto presso il suo studio sito in Palermo nella Via Abruzzi n.10; contro l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo nella via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato; nei confronti di I.SVI.RE Società Cooperativa – Palermo; Aram- Messina; En.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale); Strec Società Consortile A R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comandé, Enzo Puccio e Tiziana Pellegrino, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Carlo Comandè, sito in Palermo nella Via Caltanissetta n.2/D; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8 /2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia nelle parti di seguito precisate - Del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8 nelle parti e nei termini di seguito precisati; - dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti di cui si sconoscono gli estremi; - dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonchè dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per raltionem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata); - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”, nelle parti di seguito precisate; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Sebastiano Zafarana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’impugnazione dell’avviso non sembra tardiva, tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono comunque rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul web, sito ufficiale dell’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale, della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima): a) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe nei sensi di cui in motivazione; b) rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere Sebastiano Zafarana, Primo Referendario, Estensore             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Sebastiano Zafarana   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo  
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Tar, ordinanza cautelare Enaip Caltanissetta

333     HOME   Pubblicato il 22/04/2017 N. 00495/2017 REG.PROV.CAU. N. 00723/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 723 del 2017, proposto da: Enaip Caltanissetta, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Vincenzo Airò e con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Ylenia De Francisci, sito in Palermo nella Piazza V.E. Orlando n.6; contro l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, presso i cui uffici, siti in Palermo nella via A. De Gasperi n. 81, è per legge domiciliato; nei confronti di I.SVI.RE Società Cooperativa – Palermo; Aram- Messina; En.A.I.P. (Ente Acli Istruzione Professionale); Strec Società Consortile A R.L., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio; e con l'intervento di ad opponendum:Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi dagli avvocati Carlo Comandé, Enzo Puccio e Tiziana Pellegrino, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Carlo Comandè, sito in Palermo nella Via Caltanissetta n.2/D; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - dell'Avviso 8 /2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia nelle parti di seguito precisate; - del D.D.G. 169/17 del 23.01.2017 pubblicato sul sito della Regione Siciliana il 24.01.2017 e nella GURS del 27.01.2017, avente ad oggetto l'approvazione della graduatoria definitiva dei progetti formativi ammessi al finanziamento a valere sul predetto avviso 8 nelle parti e nei termini di seguito precisati; - dei verbali relativi all'attività di valutazione dei progetti di cui si sconoscono gli estremi; - dei provvedimenti a firma del Dirigente Generale del Dipartimento dell'Istruzione e della Formazione Professionale prott. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n. 48711 del 08.09.2016, aventi ad oggetto la nomina dei membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali; - della nota prot. n. 4223 del 20.01.2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato, al Servizio 1° “Programmazione”, la chiusura dei lavori, nonché dell'annessa documentazione relativa agli esiti dell'istruttoria e delle rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti (documenti questi richiamati per relationem nel decreto di approvazione della graduatoria richiesti con rituale istanza di accesso ancora non riscontrata); - della Circolare n. 7 dell'8.02.2017 recante “Modifiche ed integrazioni alle linee guida di cui alla circolare n.37 del 14.12.2016 relativa a disposizioni di accreditamento 2015”, nelle parti di seguito precisate; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 il dott. Sebastiano Zafarana e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso: - che l’Avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - che, pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Rilevato che, ad una prima sommaria cognizione propria della presente fase cautelare: - l’impugnazione dell’avviso non sembra tardiva, tenuto conto che, sino all’approvazione della graduatoria, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, in quanto avrebbe potuto collocarsi in posizione utile. Le clausole contestate non erano, infatti, tali da precludere ab origine la partecipazione, né da impedire la formulazione della relativa domanda e comunque l’effetto lesivo dell’avviso si è determinato solo al momento dell’adozione della graduatoria definitiva oggi impugnata; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 appare infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione (pedissequa) degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’ “accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità e\o irragionevolezza; Ritenuto pertanto: a) che le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri, invero, ad una prima analisi, non sembrano porsi in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche, dello stesso, da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- così come formulato, il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- così dome formulato, il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono comunque rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punteggi; b) che la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; c) che la censura relativa alla mancata considerazione della effettiva disponibilità di sedi adeguate per lo svolgimento del corso non appare convincente alla luce della necessità dell’“accreditamento” che richiede ed implica tale disponibilità; d) che le censure relative ai criteri B4 e B5, che prevedono l’attribuzione di 7 (più 7) punti per gli enti che dichiarano di impiegare nelle proposte progettuali il 75% di personale con almeno 10 anni di esperienza professionale e/o personale con almeno 10 anni di esperienza didattica, appare infondata, in quanto non si tratta dell’imposizione di un requisito (restrittivo) di partecipazione, ma di una appropriata valutazione della qualità del progetto che, al fine, anche, di consentire la partecipazione a enti diversi da quelli “storici”, deve essere presente, non tanto al momento della partecipazione alla procedura, quanto piuttosto in quello di predisposizione del successivo progetto esecutivo, che deve, appunto, indicare nominativamente il personale impiegato, a pena della mancata erogazione del finanziamento e della perdita dello stesso. Non si configura, inoltre, alcuna disparità di trattamento tra i partecipanti, in quanto tutti sono stati posti nelle (medesime) condizioni e non possono che imputare a sé stessi l’eventuale mancata indicazione con la conseguente attribuzione di un inferiore punteggio per i criteri B4 e B5; e) che la censura relativa al criterio D [riferito al “Sostegno delle strategie per l’agenda urbana e per le aree interne” ed articolato in due sottocriteri: “D 1: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia di riferimento della strategia per l’agenda urbana: almeno un corso per proposta”, con attribuzione di 3 punti; “D 2: Realizzazione di attività formative in territori della Sicilia che rientrano nelle aree della strategia per le Aree Interne (Terre Sicane, Madonie, Nebrodi, Calatino, Valle del Simeto): almeno un corso per proposta”], appare infondata, atteso che, pur essendo vero che il Comitato di sorveglianza abbia fatto riferimento, non solo all’esigenza di sostenere la strategia per l’Agenda urbana o quella per le aree interne, ma anche a quella di favorire il più alto grado di ricaduta occupazionale, in particolare per i soggetti maggiormente a rischio di marginalità sociale ed economica”, va considerato che si tratta di un punteggio premiale frutto di una valutazione ampiamente discrezionale dell’Amministrazione regionale, che non sembra sia palesemente irragionevole (è stato, in sostanza, deciso di favorire specifiche aree del territorio regionale e di attribuire il punteggio in argomento anche a fronte di un solo corso); f) che la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il dedotto periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto peraltro: - che vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - che in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul web, sito ufficiale dell’Assessorato dell'Istruzione e della Formazione Professionale, della Regione siciliana, nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - che la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - che ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; Considerato che le spese della presente fase cautelare possono allo stato essere compensate tra le parti; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima): a) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe nei sensi di cui in motivazione b) rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Aurora Lento, Presidente FF Roberto Valenti, Consigliere Sebastiano Zafarana, Primo Referendario, Estensore             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Sebastiano Zafarana   Aurora Lento                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo
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TAR, ordinanza cautelare: Aeffe S.r.l.

333   HOME   Pubblicato il 24/04/2017 N. 00503/2017 REG.PROV.CAU. N. 00745/2017 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 745 del 2017, proposto da: Aeffe S.r.l. (Aggiornamento formazione consulenza), in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Patrizia Stallone, presso il cui studio in Palermo, via Antonio Veneziano, n. 69, è elettivamente domiciliato; contro Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale, in persona dell’Assessore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, presso i cui uffici in via Alcide De Gasperi, n. 81, è domiciliato per legge; nei confronti di Orsa, I.Svi.Re società cooperativa, Strec società consortile a r.l., non costituiti in giudizio; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, in via principale: - del D.D.G. n. 169 del 23 gennaio 2017, pubblicato sulla G.U.R.S. parte I n. 4 del 27 gennaio 2017, con cui è stata approvata la graduatoria definitiva delle istanze di concessione dei contributi relativi all'Avviso pubblico n. 8/2016 nella parte in cui: - l'istanza di finanziamento della ricorrente ID 455 ha ottenuto un punteggio di 66,44 collocandosi al 647° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 89,44 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento ID 587 ha ottenuto un punteggio di 74,68 collocandosi al 453° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 89,44 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - l'istanza di finanziamento ID 1395 ha ottenuto un punteggio di 76,44 collocandosi al 401° posto in graduatoria piuttosto che un punteggio di punti 87,44 con conseguente posizionamento tra i progetti finanziabili; - delle operazioni di valutazione delle istanze progetto compiute dalla Commissione di valutazione espresse nei verbali e schede di valutazione; - della nota prot. n. 4223 del 20 gennaio 2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato la chiusura dei lavori e della annessa documentazione relativa agli esiti delle nuove istruttorie e rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti e dell'allegato elenco contenente le proposte progettuali, ivi richiamati per relationem; - dell'Avviso pubblico n. 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell'occupabilità in Sicilia –Programma operativo della regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014-2020” approvato con D.D.G. n. 2895 del 13 giugno 2016, pubblicato sulla GURS n. 26 del 17 giugno 2016 nella parte di interesse nel ricorso specificata; in via subordinata: - dell’avviso pubblico n. 8/2016 per la realizzazione di percorsi formativi di qualificazione mirati al rafforzamento dell’occupabilità in Sicilia – Programma operativo della regione siciliana - Fondo sociale europeo 2014-2020” approvato con D.D.G. n. 2895 del 13 giugno 2016, pubblicato sulla GURS n. 26 del 17 giugno 2016 nella parte di interesse nel ricorso specificata; - del D.D.G. n. 169 del 23 gennaio 2017 pubblicato in G.U.R.S. anno 71 n. 4 parte Prima del 27 gennaio 2017 con cui è stata approvata la graduatoria definitiva delle istanze di concessione dei contributi relativi all'Avviso pubblico n. 8/2016 nella parte di seguito specificata; - delle operazioni di valutazione delle istanze progetto compiute dalla Commissione di valutazione espresse nei verbali e schede di valutazione; - della nota prot. n. 4223 del 20 gennaio 2017 con la quale il Presidente della Commissione ha comunicato la chiusura dei lavori e della annessa documentazione relativa agli esiti delle nuove istruttorie e rivalutazioni delle proposte progettuali svolte a seguito delle osservazioni presentate dai soggetti proponenti e dell'allegato elenco contenente le proposte progettuali, ivi richiamati per relationem; - delle disposizioni prot. n. 42723 del 27.07.2016, n. 43849 del 02.08.2016 e n.48711 del 08.09.2016 con le quali il Dirigente generale ha nominato i membri della Commissione di valutazione delle proposte progettuali a valere dell'Avviso 8/2016; - di tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenziali anche se allo stato non conosciuti dal ricorrente. Visti il ricorso e i relativi allegati; Visti l'atto di costituzione in giudizio, la documentazione e la memoria depositati dall’Avvocatura dello Stato per l’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione Professionale; Visti l’atto di intervento ad opponendum e la memoria di Centro Studi Aurora, Istituto Ires, I.R.I.P.A. Sicilia, Anapia-Palermo, En.Aip- Palermo, Ted Formazione Professionale, Ce.S.A.M., I.D.E.A., Form Azione Europea; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del 20 aprile 2017 il consigliere Aurora Lento e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Premesso che può prescindersi - allo stato - dall’esame dell’eccezione di disintegrità del contraddittorio; Rilevato che le censure dedotte in via principale avverso il punteggio attribuito appaiono, ad una prima sommaria cognizione, infondate per le ragioni di seguito indicate: - omessa e insufficiente attribuzione del punteggio relativo al criterio A 3 (il quale prevedeva l’attribuzione di massimo 16 punti con riferimento al grado di copertura degli stages che andava misurato sulla base del rapporto tra allievi per i quali erano presenti le dichiarazioni di impegno delle aziende per lo svolgimento degli stage e il numero di allievi previsti): come emerge dalla relazione depositata dall’Avvocatura dello Stato si è avuta in quanto: 1) per il progetto “Network” ID 455: la dichiarazione del direttore dell’istituto penitenziario era generica; 2) per il progetto “Mimosa” ID 587: la dichiarazione era stata ritualmente resa solo per un’edizione del corso; - criterio B 3: la correzione del punteggio attribuito al progetto “Aracne” ID 1395 era conseguente alla correzione di un errore commesso dal sistema automatico; - criterio D: la mancata previsione di un punteggio premiale per i corsi finalizzati alla formazione dei detenuti è dovuta a una scelta altamente discrezionale dell’Amministrazione regionale che non appare illogica in sé anche considerato che a tale tipologia di discenti era dedicato il c.d. avviso 10; Considerato che per le censure dedotte in via subordinata avverso il bando valgono le considerazioni di seguito riportate: Rilevato che: - l’avviso in contestazione, in un’ottica di garanzia della concorrenza e di miglioramento della qualità dell’offerta, appare, nel suo complesso, legittimamente finalizzato a consentire l’accesso ai fondi stanziati per la formazione anche a enti diversi da quelli finanziati negli anni precedenti (c.d. “enti storici”); - pertanto, le dedotte censure non possono che essere valutate alla luce dei predetti principi; Ritenuto che, fermo restando la più approfondita valutazione propria dell’esame del ricorso in sede di trattazione nel merito: a) la censura di violazione dell’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 sembra infondata, in quanto viene in considerazione una procedura selettiva basata su un avviso pubblico da inquadrare tra gli atti generali di cui all’art. 13 della l. n. 241 del 1990, che esclude in questi casi l’applicazione degli istituti in materia di partecipazione; b) la censura avente ad oggetto il mancato riscontro delle osservazioni procedimentali ha carattere meramente formale e, pertanto, non è idonea a inficiare l’intera procedura; peraltro, essa è da ritenersi infondata alla luce delle difese dell’Amministrazione, laddove si evidenza come l’avviso impugnato preveda la mera possibilità di formulare osservazioni alla “graduatoria provvisoria” senza tuttavia indicare ulteriori e specifici oneri a carico dell’Amministrazione; c) la censura relativa alla violazione delle norme (o comunque dei principi) in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici è già stata delibata come infondata da questa Sezione nell’ordinanza n. 882 del 24 marzo 2017, nella quale si è affermato che nella fattispecie viene in considerazione una procedura non assoggettata alle dette norme. Tale valutazione va tenuta ferma anche nella considerazione che è stato lo stesso Comitato di sorveglianza del PO FSE Sicilia 2014/2020 a differenziare il caso in cui le operazioni finanziate davano luogo “all’affidamento di appalti pubblici” da quello in cui venivano in considerazione “attività che non si configurano come appalti pubblici”, prevedendo, nel primo caso, l’applicazione della disciplina in materia di appalti e, nel secondo, quella sul procedimento amministrativo; d) l’esigenza di prevedere adeguati requisiti generali e di capacità tecnica, economico e finanziaria dei partecipanti alla procedura de qua è stata, peraltro, garantita (come previsto nel punto 3.2 del verbale del Comitato di sorveglianza) dall’”accreditamento” degli enti; requisito al quale, in un’ottica di massimizzazione della partecipazione, è stata anche equiparata la pendenza della relativa richiesta e quindi la verifica a posteriori di detto essenziale requisito di qualificazione; Considerato, altresì, che le censure relative ai criteri di valutazione debbono essere ritenute ammissibili nei limiti propri del sindacato di legittimità, ossia in termini di manifesta illogicità o irragionevolezza; Ritenuto che: a) le censure relative ai criteri A1 e A2, riferiti al numero di corsi realizzati rispetto a quelli finanziati e al tasso di formazione degli allievi rispetto a quelli iscritti, sembrano fondate nei termini di seguito indicati. Tali criteri invero non appaiono essere in contrasto con le indicazioni date dal Comitato di sorveglianza in merito alla qualificazione del soggetto proponente, che aveva elencato esemplificativamente le caratteristiche dello stesso da valorizzare ai fini della valutazione della proposta progettuale. Tuttavia: ----- il criterio A1 appare palesemente illogico, in quanto il punteggio di 12 ivi previsto, è basato sul mero rapporto tra numero di corsi conclusi e numero di corsi finanziati nel triennio 2012 – 2015, moltiplicato per il numero fisso “12”, facendo sì che, chi abbia documentato il finanziamento e l’espletamento di un solo corso ottenga il punteggio pari a 12 (posto che 1:1x12=12), appiattendo, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti (chi abbia concluso 3 corsi su 3 finanziati ottiene lo stesso punteggio: 3:3=1x12=12); ----- il criterio A2 (“Grado di efficienza delle attività formative realizzate con riferimento al tasso di formazione degli allievi iscritti/allievi formati”) appare palesemente illogico, in quanto, determina l’attribuzione di un punteggio maggiore in favore di enti che, avendo espletato un numero esiguo di corsi risultano avere un minor tasso di dispersione ed abbandono da parte degli allievi, a discapito degli enti che, viceversa, in ragione dell’espletamento di un considerevole numero di corsi, risultino avere (o comunque essere esposti ad avere) un più alto tasso di dispersione degli allievi. Anzi, sotto i predetti profili, i criteri considerati non appaiono nemmeno in perfetta sintonia con quanto richiesto dal Comitato di sorveglianza circa l’esigenza di valutare nei partecipanti “l’affidabilità dimostrata nella gestione di progetti cofinanziati dal FSE”. Né a diversa conclusione può giungersi sulla base del riferimento alla necessità di garantire l’interesse all’accesso alla procedura anche agli enti “non storici”; interesse che appare garantito dal fatto che i criteri A1 e A2 incidono solo in limitata parte sul punteggio complessivo e, comunque, debbono rispondere in modo logico ed appropriato anche all’opposta esigenza, chiaramente indicata dal Comitato di sorveglianza, di valorizzare le esperienze pregresse e così graduare adeguatamente l’attribuzione dei punti; b) la censura dell’omessa valutazione dei corsi OIF (obbligo istruzione e formazione), IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore), apprendistato, formazione continua finanziata con fondi interprofessionali appare infondata, in quanto si tratta di attività formative estranee alle finalità dell’Avviso 8 che è destinato alle persone in età lavorativa, a quelle in cerca di prima occupazione e ai disoccupati. I percorsi di formazione continua e quelli di apprendistato si rivolgono, viceversa, agli occupati, mentre quelli OIF e IFTS tendono a completare il percorso di istruzione e sono finanziati con appositi fondi; sicché l’eterogenea natura dei corsi in comparazione non supporta la doglianza dedotta in ricorso; f) la censura relativa all’illegittima composizione della Commissione di valutazione appare infondata in quanto nel punto 2.3 del verbale del Comitato di sorveglianza si prevedeva che le proposte progettuali dovessero essere valutate da “Nuclei di valutazione”: “composti da funzionari dell’amministrazione regionale e/o da esperti esterni nei settori di riferimento dei dispositivi attuativi programmati. Gli esperti saranno individuati attraverso avvisi pubblici nominati secondo le procedure previste dalle disposizioni normative e regolamentari in materia”. Ne deriva che era rimessa alla valutazione discrezionale dell’Amministrazione la determinazione di ricorrere (anche per evidenti esigenze di contenimento della spesa) solo a personale interno per il quale, quindi, non si poneva un problema di attivazione di procedure selettive. Circa, poi, l’indicazione numerica di “7” componenti, trattasi, all’evidenza, di indicazione meramente tendenziale e il suo aumento, nella fattispecie in esame, si giustifica per la notevole mole di progetti da esaminare. I componenti sono, peraltro, stati adeguatamente individuati con riferimento a titolo di dottore per i dirigenti e gli acronimi F.I. (funzionario istruttore) e F.D. (funzionario direttivo); Ritenuto che, in relazione agli inevitabili sviluppi della procedura di che trattasi (attivazione dei corsi e connesso impegno dei fondi disponibili per fare fronte ai sottostanti costi), sussiste il periculum in mora e che, al fine di salvaguardare anche l’interesse pubblico al tempestivo svolgimento della procedura di che trattasi (con conseguente rispetto dei termini - cui allude la Difesa dell’Amministrazione - relativi all’impiego ed alla rendicontazione dei fondi UE), l’istanza cautelare possa essere accolta limitatamente ai criteri A1 e A2 sopra considerati, con conseguente declaratoria dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei relativi punteggi alla stregua di un più ragionevole criterio valutativo (esclusa ogni riapertura dei termini a suo tempo fissati dall’Avviso impugnato); Ritenuto, peraltro, che: - vada ordinata fin d’ora, ex artt. 27 e 49 c.p.a., l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i soggetti ammessi e collocati nella graduatoria definitiva impugnata; - in relazione all’elevato numero dei controinteressati può disporsi, ex art. 52, comma 2, cod. proc. amm. che richiama l’art. 151 c.p.c. (notificazione con i mezzi ritenuti più idonei, “compresi quelli per via telematica o fax), che parte ricorrente provveda alla notifica del ricorso mediante pubblicazione sul sito web dell’Assessorato regionale dell’istruzione e della formazione professionale nel termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza, di un apposito avviso contenente: a) copia di quest’ultima e di un sunto del ricorso; b) indicazione nominativa di tutti i soggetti inclusi nella graduatoria di che trattasi in posizione utile o non utile; c) indicazione dello stato attuale del procedimento e del sito web della Giustizia amministrativa (www.giustizia-amministrativa.it) su cui potere individuare ogni altra indicazione utile; - la prova dell’avvenuta notifica, nei modi e nei termini di cui sopra, debba essere depositata dalla parte ricorrente nel successivo termine di giorni 5; - ai fini dell’obbligo dell’Amministrazione di riconsiderare le modalità di attribuzione dei punteggi in argomento appare congruo assegnare alla stessa il termine di giorni 15 a decorrere dall’avvenuto deposito della prova concernente l’integrazione del contraddittorio; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima) accoglie la domanda cautelare proposta con il ricorso in epigrafe nei sensi di cui in motivazione. Rinvia alla camera di consiglio del 4 luglio 2017 onerando la ricorrente di specificare, alla luce delle iniziative adottate dall'Amministrazione, l’eventuale persistenza o meno delle esigenze cautelari. Spese compensate. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati: Calogero Ferlisi, Presidente Aurora Lento, Consigliere, Estensore Sebastiano Zafarana, Primo Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE Aurora Lento   Calogero Ferlisi                   IL SEGRETARIO   © 2014 - giustizia-amministrativa.it Guida al sito Mappa del sito Accessibilità Regole di accesso Informativa privacy Condizioni di utilizzo