Crocetta furioso: L’Ars smonta il mio piano sui disabili

 

REPUBBLICA PALERMO

Dir. Resp. Mario Calabresi

Edizione del 15/04/2017

Estratto da pag. 5

Crocetta furioso: L’Ars smonta il mio piano sui disabili «Stanno sabotando tutto il mio piano sui disabili, una cosa vergognosa, presenteremo norme per riscrivere il testo che hanno votato in commissione Bilancio, ma cosi è un gioco al massacro». Il governatore Rosario Crocetta torna ad attaccare i deputati regionali che in commissione hanno approvato una norma, finita m Finanziaria, che non solo toglie 20 milioni di euro di fondi regionali immediatamente spendibili in assegni da dare ai disabili gravi per l'assistenza domiciliare, ma che riscrive tutto il meccanismo di erogazione dei fondi che il governo aveva annunciato e garantito alle stesse famiglie che da giorni protestano. «Hanno stravolto il mio piano — attacca un Crocetta furibondo — innanzitutto hanno previsto che i fondi transitino dai Comuni e non vengano erogati come volevo io direttamente dalle Asp: ma vi immaginate così quanto si allungano i tempi burocratici per dare veramente le risorse ai disabili? Inoltre, con un emendamento dei 5 stelle, almeno così mi hanno riferito dall'Ars, hanno previsto che il pagamento ai disabili arrivi solo dopo la presentazione di contratto o di fattura e a saldo. Ma lo sanno i deputati che molti di questi disabili sono soli, oppure spesso le famiglie non possono permettersi di anticipare le somme?

E poi che fanno, in caso l'assistenza venga garantita dai genitori questi dovrebbero rilasciare la fattura al figlio?

Insomma, così non si può proseguire, stiamo riscrivendo con un emendando tutto il testo finito in Finanziaria, ma così andare avanti è difficile».

Di fatto i disabili, che da oltre un anno attendono l'erogazione dei fondi, rischiano di diventare vittime dello scontro e dello scollamento tra il governo Crocetta e la maggioranza all'Ars. Ormai i deputati vanno in ordine sparso e nessuno segue le indicazioni del presidente della Regione.

Uno scontro che sta creando non pochi problemi e che si aggiunge alle tensioni interne a Sala d'Ercole.

Un fronte ampio di deputati, a partire dal presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo, ma composto anche da deputati dem come Giovanni Panepinto, chiede che venga votata non solo la Finanziaria "leggera" dopo gli stralci imposti dal presidente Giovanni Ardizzone, ma anche il testo allegato dove dentro vi si sono decine di norme volute dai deputati. Qualcuno ha definito il testo quello delle marchette pre-elettorali, ma una cosa è fuori di dubbio: la gran parte dei deputati assicura che non voterà la Finanziaria senza il testo collegato. Un altro motivo di scontro che sta creando non poche fibrillazioni in aula. Insomma, il clima a Sala d'Ercole non è dei migliori. Le tensioni hanno già portato a un continuo rinvio del voto da febbraio a oggi, con la conseguenza di stipendi non pagati per i precari. Comuni che stanno bloccando le spese in attesa dei trasferimenti della Regione e musei e siti culturali che non hanno al momento un euro nemmeno per cambiare una lampadina.

Ma un'altra conseguenza di queste tensioni potrebbe essere anche lo smantellamento del piano sui disabili annunciato e promesso da Crocetta. Un timore che, visto quando accaduto in commissione Bilancio, è più che fondato: «Invito tutto il Parlamento a un atto di responsabilità sul tema dei disabili — dice il governatore — non si possono fare giochini sulle spalle dei più deboli, il testo che li riguarda va riscritto e martedì presenterò due emendamenti per fare chiarezza e per stanziare altri 100 milioni di euro. Spero non vengano sabotati».