Bloccati i duemila emendamenti che rischiavano di far saltare la finanziaria.

Palazzo d'Orleans

4.04.2017 - Bloccati i  duemila emendamenti che rischiavano di far saltare la finanziaria.

La commissione Bilancio all’Ars nella notte ha bocciato tutta una serie di proposte lasciando in piedi solo circa 200 articoli.

Lo afferma  il deputato del Pd Giovanni Panepinto, che ricorda come tra le norme che restano ci sono quelle che dovrebbero consentire ai 1.700 ex sportellisti di tornare al lavoro grazie a uno stanziamento iniziale di 6 milioni, mentre altri articoli interessano l’Aras, l’associazione degli allevatori, le imprese tecnologiche e l’esenzione ticket per gli inoccupati.

Secondo la commissione150 milioni di euro potrebbero essere prelevati da alcune voci tra cui i risparmi della centrale unica degli appalti.

I lavori in commissione riprenderanno questo pomeriggio con l’obiettivo di esitare i documenti contabili domani.

In ogni caso la manovra sarà incardinata in Aula venerdì prossimo quando scatterà la corsa al voto finale che dovrà avvenire entro il 30 aprile.

Dai forestali ai precari degli enti locali, dai disabili ai formatori passando per i consorzi di bonifica, oltre 50 mila lavoratori attendono certezze sulle risorse che ad oggi sono programmate in dodicesimi, cioè sbloccate mese per mese causando disagi.

Tutti, insomma, attendono il via libera alla finanziaria ma non sarà facile: la commissione ieri fissata per le 16 ha iniziato i lavori con due ore di ritardo e il deputato autonomista Roberto Di Mauro ha fatto notare che «non c'è il numero legale, la maggioranza non c'è».

Così è arrivata la sospensione di un'ora della seduta che in realtà a tarda sera non era ancora ripresa. Ieri era assente Luca Sammartino del Pd, il socialista Giovanni Di Giacinto è critico da tempo verso il governo, Mimmo Turano si è sganciato da Crocetta ed è tornato nell'Udc e pure il presidente Vinciullo si è tirato fuori dalla maggioranza. Il deputato del Pd, Giovanni Panepinto, ha provato quindi a serrare le fila: «Ci sono argomenti che vanno oltre i problemi politici, c'è una maggioranza trasversale in commissione che mi auguro esiti la manovra perché ci sono norme che interessano disabili, ex sportellisti, precari.

Sono pronto a occupare la commissione, i lavori devono andare avanti».

Oggi una delegazione dei 1.700 ex sportellisti, formatori esperti in politiche del lavoro, inizierà uno sciopero della fame davanti a Palazzo dei Normanni chiedendo che il piano di salvataggio più volte annunciato da governo e deputati venga messo in atto. «Contiamo di stanziare subito almeno 5 milioni per avviare le loro attività», hanno detto ieri Panepinto e Vinciullo.

Nei giorni scorsi Fiai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno chiesto un incontro al presidente Crocetta per «manifestare la grave situazione di disagio in cui si trovano tutti i lavoratori forestali, dell'Esa e gli stagionali dei consorzi di bonifica a causa del ritardo dei pagamenti del mese di dicembre». Disagi anche per i 251 precari Asu a carico del fondo nazionale ai quali però lo Stato non riconosce più il sussidio: il governo regionale aveva annunciato di volerli prendere in carico ma secondo Giuseppe Badagliacca, segretario regionale del Csa «più volte abbiamo chiesto alla Regione di cercare di sbloccare questa vertenza ma ancora oggi assistiamo ad un trattamento incomprensibilmente discriminatorio di questi precari che non riescono a fare fronte alle spese di tutti i giorni».

I lavori in commissione sono andati a rilento inizialmente soprattutto per alcune questioni finanziarie. La prima riguarda circa 165 milioni attesi da Roma ma ancora non disponibili che costringeranno a congelare tutta una serie di spese come già avvenuto lo scorso anno, «A livello politico c'è l'accordo, a livello istituzionale manca l'atto finale» ha chiarito il dirigente generale Giovanni Bologna. E l'assessore all'Economia, Alessandro Baccei, ha ricordato che «gli accordi con lo Stato hanno già portato 2 miliardi e 200 milioni di nuove entrate». Insomma, le somme sono cosa certa, arriveranno come è già successo in questi anni. Ma l'opposizione ha preteso maggiori garanzie, Giancario Cancelleri e Sergio Tancredi dei Cinque Stelle hanno chiesto di visionare i documenti nei quali si evince che c'è un accordo con lo Stato mentre Giovanni Di Giacinto del Psi ha puntato il dito sull'incertezza della data in cui le somme saranno disponibili.

Nel frattempo, hanno spiegato i tecnici in commissione, saranno congelate somme per un importo equivalente. Oltre ai 165 milioni ci sono anche circa 24 milioni in entrata che al momento non esistono: sono legati al riacquisto da parte del governo di un fondo immobiliare nel quale si trovano edifici per i quali la Regione paga l'affitto.

Edifici che è bene ricordare che un tempo appartenevano proprio alla Regione. Furono venduti, presi in affitto e adesso saranno riacquistati. In questo modo la Regione risparmierà i 24 milioni l'anno di affitto. L'operazione sarà realizzata attraverso il Fondo pensioni ma potrà essere portata a compimento solo dopo che sarà approvata la Finanziaria.

Da qui i dubbi dei deputati. «Abbiamo svolto tutti gli incontri del caso e non sono mai emersi problemi» ha garantito il dirigente Bologna. Le questioni finanziarie sono così apparse superate. Restano da discutere le norme su precari, enti regionali, formatori.

Ma ieri, a tarda sera, i lavori non erano ancora ripresi. I lavori in commissione sono andati a rilento inizialmente soprattutto per alcune questioni finanziarie. La prima riguarda circa 165 milioni attesi da Roma ma ancora non disponibili.