Ddl assegno universale: 200 euro per figli a carico

Senato

13-03-2017 Senato Fisco, riparte Ddl assegno universale: 200 euro per figli a carico
Un assegno universale da 100-200 euro per i figli a carico fino a 25 anni, con un meccanismo a calare con l'aumentare dell'età. È la misura prevista dal disegno di legge delega, a prima firma del senatore Pd Stefano Lepri, che affida proprio al governo il riordino e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico. Il provvedimento giace da tempo in Senato e la commissione Finanze ha riavviato in questi giorni i lavori con l'obiettivo di accelerare, anche grazie all'apertura arrivata sabato al Lingotto dal sottosegretario Tommaso Nannicini che ha citato proprio il ddl Lepri.
Mercoledì la Commissione riprenderà la discussione sul Ddl e, come spiega lo stesso Lepri, se il governo sarà pronto a fornire il parere, le votazioni potrebbero partire anche questa settimana. "L'idea è di inserire un'unica misura, un assegno sostanzialmente universalistico, anche se vi sarà selettività attraverso la soglia Isee, che possa arrivare all'85% dei nuclei familiari e assicuri a tutti i minori e anche ai maggiorenni fino a 25 anni, se ancora a carico, un sostegno", spiega Lepri. In sintesi, con la delega verrebbero assorbiti in un'unica misura gli assegni al nucleo familiare, le detrazioni fiscali per i minori a carico e l'assegno per le famiglie numerose (potrebbe essere mantenuto il bonus nido previsto dalla legge di bilancio).
Il beneficio sarebbe dunque unico e integrale e, in base alle stime effettuate, potrebbe valere 200 euro fino a 3 anni, 150 euro da 3 a 18 anni e 100 dai 18 ai 25 anni. -
Anche gli autonomi con 30.000 euro di soglia Isee e gli incapienti potrebbero ricevere un assegno familiare per i figli a carico.

Il nuovo assegno universale per i figli a carico «secondo le nostre simulazioni consentirebbe di dare il beneficio all‘85% dei nuclei familiari italiani» quindi sarebbe una misura «largamente universalistica» e andrebbe in direzione «dell‘equità» perché supererebbe l‘attuale «paradosso del nostro welfare che non copre le fasce più povere, il lavoro autonomo e gli incapienti» spiega Lepri.

La delega ipotizza di accompagnare i figli «fino alla loro presunta autonomia», con un sistema di “decalage”: fino ai 3 anni l‘assegno sarebbe di 200 euro al mese; dai 3 ai 18 anni di 150 euro al mese; la fascia successiva fino a ai 26 anni di 100 euro. Il sostegno è legato al reddito Isee: fino a 30mila euro di soglia Isee l‘assegno sarebbe uguale per tutti per poi andare a calare nella fascia tra 30 e 50mila euro di soglia Isee. Il testo prevede anche l‘innalzamento della soglia di 5mila euro per ogni ulteriore figlio a carico e per gli incapienti prevede esplicitamente che «il beneficio sia riconosciuto in denaro», in modo da superare l‘esclusione dalle detrazioni fiscali.

In base alle simulazioni «fatte anche da Upb e Banca d‘Italia, questo meccanismo consentirebbe a due terzi delle famiglie di avere tutto il beneficio, un altro 20% l‘avrebbe ridotto e un ulteriore 15% resterebbe fuori» spiega sempre Lepri. Oltre all‘equità la misura - continua il sentaore - avrebbe il vantaggio di essere «certa», perché non più legata alla condizione di lavoro, e «semplice, mentre oggi si hanno 7-8 misure diverse». L’assegno universale infatti andrebbe a sostituire tutti gli attuali sostegni e detrazioni per figli a carico.
Resta il nodo coperture, visto che la proposta aggiunge 2 miliardi (4 a regime) ai 19 che oggi si spendono per i vari assegni familiari che sarebbero riassorbiti dal nuovo strumento.